La stretta del Viminale sull'asilo: "Troppi permessi umanitari"

Bruno Cirelli
Luglio 6, 2018

Disomogeneità tra le varie commissioni che stabiliscono chi tra i richiedenti asilo ha diritto alla protezione internazionale, l'interpretazione delle norme sembra infatti differente tra le varie regioni d'Italia. Insomma, bisognerà vedere se questi stessi "seri motivi" continueranno a essere applicati anche per le donne che aspettano un bambino oppure per i minori che godono di uno stato di salute fisica tutto sommato accettabile.

RIFUGIATO - La Convenzione di Ginevra sui rifugiati, che l'Italia ha firmato, all'articolo 1 definisce 'rifugiato' "chiunque nel giustificato timore d'essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato; oppure chiunque, essendo apolide e trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio in seguito a tali avvenimenti, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi".

Il Viminale ha spostato 42 milioni dall'accoglienza dei migranti ai rimpatri volontari. "Faccio presente da papà che non ce l'ho con bambini e donne incinte".

Il rapporto è di 4 a 1: solo nell'ultimo anno si registra una percentuale del 28% di permessi contro quasi il 7% di status di asilo. "La rilevante consistenza dei dati impone un'attenta azione riorganizzativa oltre ad una analisi prospettica della complessiva attività di valutazione delle domande di asilo".

Nel corso del 2017 si è verificato un aumento degli status di rifugiato riconosciuti: 6578 nel 2017 (l'8,5% del totale) rispetto ai 4808 del 2016 (5% del totale). Cifre tutto sommato in linea con quelli degli anni precedenti. Con una circolare inviata a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, chiede una velocizzazione nell'esame delle istanze e una stretta sulla concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, il beneficio più concesso (quest'anno salito a quota 28%) e per il quale si invitano le commissioni alla "necessaria rigorosità dell'esame delle vulnerabilità degne di tutela". Nella circolare, che Repubblica dice di avere visto, Salvini ordinerebbe in particolare di diminuire il numero dei permessi di soggiorno concessi per motivi umanitari, una specie di versione ridotta dell'asilo politico.

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