Salvini: le battaglie economiche della Lega restano una priorità

Bruno Cirelli
Luglio 5, 2018

L'indagine si concretizza a fine del 2011 a Milano nell'ufficio dell'allora procuratore aggiunto Alfredo Robledo che apre un fascicolo "Lega Nord" (la sede del partito è a Milano) con i sostituti Paolo Filippini e Roberto Pellicano.

"Il sequestro ha presupposti di legge" Il decreto di sequestro dei conti della Lega, emesso lo scorso quattro settembre dal pm di Genova a seguito della condanna di Bossi e altri imputati per truffa ai danni dello Stato, è un provvedimento che, sottolineano i giudici, "è stato emesso in osservanza dei presupposti di legge e che non è stato oggetto di impugnazione da parte della Lega Nord". "Un'azione che non ha precedenti in Italia e in Europa". È la risposta di Umberto Bossi alla domanda di una giornalista di SkyTg24 nel giorno delle polemiche dopo le motivazioni della sentenza della Cassazione che ha stabilito che, "ovunque venga rinvenuta", deve essere sequestrata qualsiasi somma di denaro riferibile al Carroccio fino a raggiungere i 49 milioni di euro. "Si tratta di un gravissimo attacco alla democrazia - riferiscono fonti della Lega - per mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano (sulla base dei sondaggi delle ultime settimane, ndr)".

I giudici aggiungono che se l'adozione della misura cautelare "fosse condizionata alla completa esecuzione di tali ricerche (volte a individuare le somme frutto del reato, ndr), la funzione cautelare del sequestro potrebbe essere facilmente elusa durante il tempo occorrente per il loro compimento". Incalzato dalle domande del giornalista, infatti, sulla grande successo di Pontida, Bossi ha detto: "E come no. Se ci porti lì anche l'Africa..."

Saranno stati i sondaggi clamorosi oppure l'inaspettato successo del raduno di Pontida, sta di fatto che nel centro - destra una Lega così forte (politicamente ed elettoralmente) comincia a stare veramente stretta. E infine: "È opportuno che sia il vicepremier e leader della Lega Salvini, sia il presidente del Consiglio Conte smentiscano un'intenzione del genere". Su per giù la stessa cifra che si risparmierebbe col ricalcolo dei vitalizi. Una perizia sulla documentazione relativa ai rimborsi ottenuti dal partito apre la strada all'accusa di aver usato "artifici e raggiri" per riuscire ad ottenere circa 40 milioni dal Parlamento. "Quei soldi non ci sono". Questo è scritto nelle motivazioni della sentenza della Cassazione che ha accolto il ricorso del pm di Genova contro Matteo Salvini, contrario ai sequestri a "tappeto".

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