Le colline del Prosecco non entrano nel Patrimonio mondiale dell'Unesco

Bruno Cirelli
Luglio 2, 2018

Una buona ed una cattiva notizia per il nostro Paese in merito alla presenza nella prestigiosa lista Unesco.

"Accanto al patrimonio culturale immateriale, l'Unesco - conclude la Coldiretti - ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l'Italia è lo stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale". "Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo", ha detto il neo ministro della cultura Bonisoli. "E invita l'Italia a presentare il prossimo anno il dossier con le correzioni richieste per l'iscrizione". Con queste parole il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha commentato l'esito della votazione del World Heritage Committee, il Comitato Unesco riunitosi nel Golfo Persico, per esaminare la candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene a entrare nel Registro del Patrimonio mondiale dell'Umanità. È stata, in conclusione, richiesta una integrazione tecnica al dossier che, sarà così riesaminato nel 2019, nell'ambito della prossima sessione del Comitato che si terrà a Baku, capitale dell'Azerbaigian. Un risultato al quale si è giunti su proposta della Tunisia e nonostante la forte opposizione di Spagna e Norvegia dopo due ore di acceso dibattito al quale non è mancato il pressing da parte della commissione italiana interministeriale composta dal sottosegretario agli Affari Esteri, Guglielmo Picchi e dall'ambasciatore Vincenza Lomonaco.

"Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito Unesco italiano". Mentre i contrari sarebbero stati Australia, Brasile, Cina, Indonesia, Kirghizistan, Bahrain, Norvegia, Saint Kitts and Nevis, Spagna. Coldiretti ovviamente non ha affatto preso bene il risultato finale ottenuto dalla candidatura delle colline del Prosecco parlando di "bocciatura ingiusta". Il Prosecco all'estero traina le bollicine italiane che nel 2017 hanno realizzato il record di 360 milioni di litri esportati, doppiando il prestigioso champagne dei cugini francesi. "L'iscrizione a patrimonio Unesco - continua la Coldiretti - sarebbe stata un atto di coerenza dopo l'iscrizione dei "Coteaux, Maisons et Caves de Champagne" e del "Climats du vignoble de Bourgogne" nella Lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco".

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