Grillo: "Scegliamo a sorte i senatori"

Ausiliatrice Cristiano
Luglio 1, 2018

Dopo Renzi è Beppe Grillo a proporre una riforma del Senato. Può piacere o meno, ma le sue dichiarazioni da politico, nel bene o nel male, lasciano il segno e fanno discutere.

"Io un'idea ce l'ho, il suo nome tecnico e' 'sortition'". Ma il suo nome comune e' 'selezione casuale'. "L'intuizione è di un certo Brett Hennig - spiega il comico - selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento". "Sembra assurdo, ma pensateci un attimo la selezione dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese". Questo il messaggio lanciato dal vate pentastellato attraverso il suo blog, un'idea accolta con un'ovazione da parte dell'elettorato grillino.

"Se l'idea di Grillo, come ha detto, con imbarazzato entusiasmo, il Ministro Fraccaro, 'non è del tutto avulsa dalla realtà, suggeriamo di abbinarla al premio Sisal del gratta e vinci 'Turista per sempre', che prevede 6000 euro al mese per 20 anni, e di chiamarla 'Turista della democrazia per sempre'". "La riscoperta della legittimità della selezione casuale in politica è diventata così comune negli ultimi tempi, che ci sono semplicemente troppi esempi di cui parlare".

E ricorda che "gli antichi Ateniesi selezionavano a caso i cittadini per occupare la maggior parte dei loro posti politici". La 'demarchia' era un concetto fondante della civiltà classica.

Se rispondiamo come ci hanno insegnato, cioe' che va tutto bene, allora c'e' un enorme paradosso, una palese contraddizione. "Per quanto mi riguarda, è Sì". Già il co-fondatore Gianroberto Casaleggio aveva dichiarato dal palco del VDay 3 che il M5S stava "cercando di introdurre dei concetti che abbiamo ribattezzato democrazia diretta, però in Italia non c'è neppure la democrazia". Possiamo tenere giurie politiche e assemblee di cittadini, come sta facendo la New Democracy Foundation in Australia, o come sta facendo il Jefferson Center negli Stati Uniti e come sta facendo il governo irlandese in questo momento o come la Fondazione Sortition sta facendo nel Regno Unito. Da qui la vera proposta: "Il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento, piena di persone scelte a caso, un senato dei cittadini, se volete". Grillo avrebbe in mente una soluzione per la formazione del Senato della Repubblica.

Sempre Casaleggio in un'intervista del 2013 aveva dettagliato alcune proposte: "Le più immediate sono il referendum propositivo senza quorum, l'obbligatorietà della discussione parlamentare delle leggi di iniziativa popolare, l'elezione diretta del candidato che deve essere residente nel collegio dove si presenta, l'abolizione del voto segreto, l'introduzione del vincolo di mandato" aggiungendo poi che in generale era "necessario rivedere l'architettura costituzionale nel suo complesso in funzione della democrazia diretta". Beppe Grillo infatti sottolinea come le cose non stiano "funzionando molto bene". "Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo per poi sostituire le elezioni con il sorteggio".

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