Trapianto di utero tra gemelle: nato il bambino

Barsaba Taglieri
Giugno 30, 2018

E' un maschietto, pesa 2 kg e 970 grammi, sta bene ed è il primo bambino nato dopo un trapianto di utero tra due sorelle gemelle omozigoti.

Questo è il primo caso al mondo di trapianto di utero tra gemelle omozigoti: il vantaggio è consistito nel non aver dovuto effettuare una terapia immunosoppressiva, perché il patrimonio genetico delle due donne è identico. Il piccolo e' nato di 38 settimane questa mattina al Policlinico S.Orsola di Bologna con il parto cesareo eseguito da un'equipe internazionale. La madre, 38enne di origini serbe e residente in Italia, si è lasciata andare a un pianto commosso al termine dell'intervento che le ha permesso di dare alla luce il su primogenito nella mattinata di giovedì 28 giugno. Oggi i i medici che hanno eseguito il trapianto discutono il caso al centro di fecondazione assistita Sismer di Bologna. Da quanto è emerso per il trattamento della procreazione assistita è stato utilizzato un embrione crioconservato della coppia che ha dato origine alla gravidanza e per tutta la durata della stessa ed ha avuto un decorso regolare, la donna è stata seguita dal direttore scientifico del Sismer di Bologna ovvero Luca gianaroli. "Questo successo si aggiunge a quelli già ottenuti nei trapianti madre-figlia in cui abbiamo una percentuale di bambini nati dell'85 per cento". All'operazione hanno preso parte anche Milan Milenkovic, Miroslav Djordjevic e Stefan Tullius, quest'ultimo direttore della divisione trapianti del Brigham and Women's Hospital alla Harvard Medical School.

Si tratta del primo parto in Italia dopo un trapianto di utero, il dodicesimo a livello mondiale. Queste parole, riportate da Repubblica, sono di Mats Brannstrom direttore della clinica Stockholm Ivf e vero pioniere nella tecnica del trapianto dell'utero.

Tullus ha invece dichiarato: "Siamo davanti a una procedura unica nel suo genere, poiché non solo è stato coinvolto un gruppo internazionale di specialisti, ma anche per il grande altruismo della scelta della sorella della paziente di donarle il proprio utero". Anche Gianaroli commenta con entusiasmo il buon esito di questo lungo percorso: "Questo incredibile risultato è frutto della combinazione di alcune delle più sofisticate tecniche chirurgiche e delle importanti innovazioni tecnologiche nel campo della Procreazione Assistita, che oggi permettono di offrire soluzioni anche a casi di infertilità e sterilità fino ad ora considerati senza speranza".

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