Domodossola, il sindaco allʼAsl: "Bimbi e migranti separati durante i vaccini"

Barsaba Taglieri
Giugno 30, 2018

Il primo cittadino ha sostenuto che l'Asl non dovrebbe vaccinare i bambini nella stessa stanza in cui vengono vaccinati i richiedenti asilo, dunque andrebbero separati e trattati in locali diversi. Nella lettera il sindaco sostiene che "ho avuto segnalazione dell'uso promiscuo degli ambulatori per la somministrazione dei vaccini" e quindi da quanto riportato da un cittadino "nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti di protezione internazionale e bambini in tenerissima età".

In serata il direttore generale dell'Asl Vco Angelo Penna ha risposto che è previsto che le sedute siano differenziate in modo che non ci sia mai coincidenza tra le sedute vaccinali pediatriche, per gli adulti e per i richiedenti asilo. L'ha chiesta il sindaco di centrodestra di Domodossola, Lucio Pizzi, rivolgendosi all'Asl. "Ritenere minacciata la salute dei bambini da parte dei migranti è semplicemente ridicolo", ha invece commentato l'assessore regionale alle Pari opportunità, Monica Cerutti. Purtroppo sappiamo che i migranti non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività, anzi sono spesso portatori di malattie contagiose.

"La situazione desta ancor più preoccupazione - aggiunge - perché i bambini in tenerissima età che si ritrovano a stretto contatto con i migranti non hanno ancora completato il ciclo dei vaccini obbligatori". Una proposta choc, che di certo scatenerà polemiche. Pizzi, nel 2017, aveva infatti scritto al prefetto di Verbania per invocare un "coprifuoco" per i profughi presenti in città, con il rientro entro le 20 nelle strutture ospitanti.

Per l'assessore, "come ribadito in tante occasioni, è spiacevole constatare come le tematiche che riguardano la salute spesso diventino oggetto di strumentalizzazioni politiche che alimentano un clima di confusione e di disinformazione perenne che non aiuta i cittadini". "Il diritto alla salute va garantito a tutti senza discriminazioni, ancora più odiose trattandosi di minori".

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