La molecola della felicità non ha più segreti

Barsaba Taglieri
Giugno 29, 2018

I risultati dello studio sui topi sono pubblicati su 'Nature Communications'. "Quando i neuroni della serotonina venivano attivati??artificialmente, usando la luce - spiega - rendevano i topi più rapidi nell'adattare il loro comportamento in una situazione che richiedeva flessibilità".

Nell'apparato digerente, la serotonina regola la digestione, mentre a livello del sistema nervoso centrale, questo neurotrasmettitore è fondamentale per regolare l'umore, il sonno, l'appetito, l'apprendimento e la memoria.

Il sistema serotinonergico è coinvolto anche nel controllo del comportamento sessuale e delle relazioni sociali (bassi livelli di serotonina sembrano collegati ad ipersessualità e comportamenti aggressivi antisociali).

Gli scienziati appartenenti al dipartimento di Neuro Modulation Cortical e Subcortical Circuits dell'Istituto Italiano di Tecnologia, con la collaborazione del dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e di un partenariato internazionale di enti di ricerca fra cui la Sorbonne Université di Parigi, hanno cercato di scoprire cosa accadde nelle varie fasi del meccanismo di funzionamento della serotonina nel circuito talamo-striatale. Nota anche con l'espressione di molecola della felicità, la serotonina è l'ormone guida delle nuove situazioni emotive e motorie e il suo funzionamento è indispensabile per una corretta comunicazione tra i neuroni del cervello. La scoperta segna infatti un passo in avanti verso la possibilità di comprendere meglio malattie come il morbo di Parkinson o i disturbi ossessivo-compulsivi.

Lo studio. Utilizzando metodologie che riescono ad attivare e disattivare a piacimento e in remoto i neuroni, come l'optogenetica o la chemogenetica, attraverso proteine artificiali e la luce, hanno ricostruito il meccanismo d'azione di uno specifico recettore della serotonina, l'5-HT4. "Capire i meccanismi molecolari con cui la serotonina opera in determinati circuiti neuronali è importante anche per il trattamento di patologie che hanno sintomi di comorbidità, tra cui i disturbi cognitivi e dell'umore associati al morbo di Parkinson, consentendo di migliorarne la terapia" conclude Raffaella Tonini. Per farlo sono stati controllati i neuroni che producono serotonina negli animali.

Questo studio getta dunque le basi per comprendere patologie come la depressione, in cui il recettore per la serotonina 5-HT4 non viene prodotto in normale quantità, avvalorando recenti teorie neuropsichiatriche che evidenzierebbero nei pazienti affetti da depressione un'incapacità di adattarsi ai cambiamenti imposti dall'ambiente.

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