Grecia 'promossa', alleggerito il debito

Paterniano Del Favero
Giugno 25, 2018

Un sostegno arriverà comunque dai paesi creditori che metteranno a disposizione del Paese un'ultima tranche di prestito di 15 miliardi. Con questo accordo che molti hanno definito di 'storico', commenta Centeno, "siamo riusciti ad ottenere un atterraggio 'morbido'" per l'uscita dalla Grecia da questo "lungo e difficile" percorso. Quello che vediamo stanotte è un momento "storico ed eccezionale, la crisi greca finisce stasera in Lussemburgo": così il commissario agli affari economici Pierre Moscovici al termine dell'Eurogruppo. "Dobbiamo assicurarci che molto presto il popolo greco vedrà concretamente i risultati di questo accordo". Ed è stata questa la causa prima della crisi. Sul piatto altri 15 miliardi di euro, 11 già previsti più 4 di ulteriore liquidità, che fungeranno da cuscinetto grazie al quale la Grecia non sarà costretta a ricorrere ai mercati per finanziarsi per i prossimi 18 mesi. Secondo Mario Draghi, "l'adozione del set di misure concordate dall'Eurogruppo migliorerà la sostenibilità del debito a medio termine". I ministri dell'Eurozona hanno infatti, dopo una riunione durata sei ore, trovato un accordo sulla chiusura della revisione del piano di salvataggio: il pacchetto comprende la riduzione del debito, la sorveglianza post-programma e le dimensioni di una tranche finale.

La crescita del Pil greco ha ormai raggiunto l'1,4% nel 2017 e dovrebbe accelerare ulteriormente quest'anno, mostrando una espansione dell'1,9%, mentre il prossimo anno è visto al +2,3%. "È fondamentale - aggiunge - che la Grecia prosegua sul sentiero delle riforme con una politica di bilancio solida".

Il quadro era già emerso nelle recenti visite ad Atene del presidente del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), Klaus Regling, e del vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis: rinviare di qualche decennio alcune scadenze, acquistare i costosi debiti contratti con il Fondo monetario internazionale (Fmi), restituire alla Grecia una parte dei miliardi dei profitti fatti dalle banche europee con i bond greci, estendere l'attuale periodo "di grazia" (cioè senza interessi) oltre il 2020.

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