Luigi Di Maio vuole chiudere i negozi di domenica: è rivolta

Paterniano Del Favero
Giugno 23, 2018

L'obiettivo è chiaro: "Dare più diritti a chi lavora e dignità soprattutto ai più giovani".

Ma le associazioni dei consumatori non la pensano così e controbattono affermando che ci sono troppi problemi e che la libertà di poter aprire il proprio negozio non deve essere tolta. Il decreto Monti del 2012, liberalizzando il settore del commercio, ha abolito le restrizioni sulle aperture domenicali e festive dei negozi.

"Limitare il lavoro domenicale? Dobbiamo cercare di combattere la precarietà ed eliminare lo sfruttamento", ha spiegato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il decreto fu emanato nel 2011, con Mario Monti a Palazzo Chigi e Corrado Passera al ministero dello Sviluppo economico. Parole che hanno trovato il plauso dei lavoratori. Dai sindacati lo stop alla liberalizzazione raccoglierebbe solo consensi. "Le liberalizzazioni - commenta Enrico Postacchini, membro di Giunta con delega alle politiche commerciali - non hanno portato né maggiore fatturato né un incremento occupazionale".

Il no arriva dai consumatori: "Con tutti i problemi che abbiamo - dice l'Unione dei consumatori - è incredibile che si voglia togliere una norma che consente al commerciante di aprire quando vuole". "Va salvaguardata la volontarietà del lavoro domenicale e festivo". "C'è un'apertura nelle aziende e sono convinto che troveremo la soluzione giusta". Ad affermarlo in una nota è Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale della Filcams Cgil, che auspica l'apertura di un confronto con le parti sociali e le organizzazioni sindacali da anni impegnate sul tema. Per questo Federdistribuzione si augura che si riparta dal disegno di legge approvato alla Camera nella passata legislatura ma poi rimasto fermo al Senato. La proposta stabilisce che su 12 giorni festivi all'anno 6 debbano essere di chiusura. Questa volta, tutto targato Movimento 5 Stelle. Dello stesso avviso il segretario generale della Fisascat Cisl, Davide Guarini, per il quale il decreto sulle liberalizzazioni degli orari di apertura dei negozi ha creato "tanti disagi per gli oltre 3 milioni di lavoratrici e di lavoratori del commercio al dettaglio e della grande distribuzione organizzata". Nel frattempo, però, la composizione del Parlamento è cambiata parecchio. Ma senza perdere tempo: se le intese sperate non saranno raggiunte tra le parti in tempi ragionevoli, il Governo interverrà con una legge.

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