È morta Koko, la gorilla che imparò il linguaggio dei segni

Bruno Cirelli
Giugno 22, 2018

A dare la notizia della morta della gorilla è stata la Gorilla Foundation in un comunicato ufficiale.

"Mancherà profondamente a tutti", ha scritto la Fondazione. Inizialmente i ricercatori le diedero un peluche, ma lei lo rifiutò continuando a usare la parola "triste".

La gorilla, nata nello zoo di San Francisco, era seguita da decenni dalla specialista etologa Penny Patterson ed era una star del web.

In seguito, la dottoressa e il biologo Cohn hanno spostato la gorilla in una nuova riserva per continuare a studiarla, affiancandola a un gorilla nel 1979. Trattò il felino come un bambino e a un certo punto cercò anche di nutrirlo. "Lui ha reagito come se fosse un umano, e quando si stufava delle sue coccole le mordeva e si liberava".

Oltre ai suoi numerosi amici felini, Koko ha anche conosciuto Robin Williams nel 2001, quando l'attore la visitò alla Gorilla Foundation (California). Grazie alle sue capacità è apparsa per due volte sulla copertina del National Geographic: su quella dell'ottobre 1978 la si vede intenta a scattarsi una foto allo specchio, in quella del gennaio 1985 invece tiene in braccio un cucciolo di gatto, All Ball, che le era stato dato per studiare il modo in cui i gorilla, che sono vegetariani, si rapportano ad altre specie animali. Durante il loro incontro, si sono solleticati, hanno riso e, a un certo punto, Koko gli ha preso gli occhiali e se li è messi in testa.

Koko, il gorilla che aveva imparato a parlare il linguaggio dei segni e aveva una vera passione per gattini, è morto nel sonno mercoledì. La foto che ritraeva Koko mentre piangeva commosse milioni di persone.

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