Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della "cannabis light"

Barsaba Taglieri
Giugno 21, 2018

Sotto richiesta del segretariato generale del ministero della Salute, l'organo consultivo raccomanda che vengano attivate nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione "misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

La cannabis "light" è stata bocciata dal Consiglio superiore di sanità.

Il Consiglio superiore di Sanità ha quindi la facoltà di esprimere pareri ma non di deliberare e tali pareri non devono essere necessariamente osservati dall'organo che li ha richiesti, in questo caso il ministro. Il parere è stato comunicato su richiesta del ministero della Salute e riguarda la marijuana legale, cioè quei "prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa" (con livelli di Thc inferiori allo 0,2 per cento) in vendita nei 'canapa shop' diffusi in tutta Italia.

Fermare le vendite della 'cannabis light'.

Secondo il Css, poi, non è stato valutato "il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, etc.) così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come 'sicura' e 'priva di effetti collaterali' si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)". Il Css sottolinea anche come il consumo "avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio" e quindi anche di controllo "della quantità effettivamente assunta e degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine". Riguardo alla prima domanda, il Consiglio "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di 'cannabis' o 'cannabis light' o 'cannabis leggera', non può essere esclusa". Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l'Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell'Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti).

Secondo Coldiretti il giro d'affari stimato è di oltre 40 milioni di euro, che si sviluppa sia nei negozi veri e propri, sia su internet.

Solitamente il Consiglio "esprime dei pareri al ministro della Salute" e questi pareri, aggiunge la presidente all'Adnkronos Salute, "sostanzialmente fanno parte di un dossier più ampio che può dar luogo a una discussione in sede politica e anche a ripercussioni legislative".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE