Onu: Israele, Usa coraggiosi su Unhrc - Ultima Ora

Bruno Cirelli
Giugno 20, 2018

Haley ha detto che l'UNHRC "non è degno del suo nome". La decisione, annunciata martedì 19 giugno dall'ambasciatrice americana all'Onu Nikki Haley e dal segretario di stato Mike Pompeo è un segno di protesta dell'amministrazione Trump per l'atteggiamento nei confronti di Israele: "Quando questo organo approva più di 70 risoluzioni contro Israele, un Paese con una forte posizione sui diritti umani, e solo sette risoluzioni contro l'Iran, che invece ha una pessima reputazione in materia, sai che qualcosa è profondamente sbagliato", ha detto la Haley, che ha accusato l'istituzione di essere "un protettore dei molestatori dei diritti umani e un pozzo nero di pregiudizi politici". Gli Usa hanno contribuito con fondi volontari al bilancio dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, organo da cui dipende il Consiglio, nel 2015 con 16 milioni di dollari, nel 2016 con 17 milioni e nel 2017 con 20 milioni. Pompeo ha tenuto a chiarire che "questo passo non significa che ci ritiriamo dai nostri impegni sul fronte dei diritti umani, anzi facciamo questo passo perché il nostro impegno non ci consente di rimanere parte di un'organizzazione ipocrita e egoista che si fa beffe dei diritti umani", ha detto il Segretario. L'ambasciatrice ha citato tra le azioni del Consiglio da inserire nella "lista nera" anche l'ammissione tra i suoi membri del Congo, così come l'incapacità di affrontare le violazioni dei diritti umani in Venezuela e in Iran. "Quando abbiamo chiarito che avremmo fortemente perseguito la riforma del Consiglio - ha aggiunto - paesi come Russia, Cina, Cuba ed Egitto hanno tentato di minare i nostri sforzi".

Gli Usa erano già usciti dal Consiglio per tre anni durante l'amministrazione di George W. Bush ma erano tornati a farne parte con Barack Obama. Questa arena "è eccessivamente focalizzata e infinitamente ostile verso Israele" che, afferma, "è una chiara dimostrazione che il consiglio è guidato da intenzioni politiche e non dai diritti dell'uomo". "Dato lo stato dei diritti umani nel mondo di oggi, gli Stati Uniti dovrebbero intensificare e non fare un passo indietro", ha scritto Zeid su Twitter.

HUMAN RIGHTS WATCH - Questa decisione "metterà il paese ai margini delle iniziative globali cruciali per difendere i diritti umani", ha deplorato l'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, affermando in una dichiarazione che l'Unhcr "ha svolto un ruolo importante in paesi come la Corea del Nord, la Siria, la Birmania e il Sud Sudan".

ISRAELE - Israele ha accolto l'annuncio del ritiro degli Stati Uniti dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, elogiando la mossa come una "decisione coraggiosa contro l'ipocrisia e le bugie" dell'organismo internazionale. "Invece che occuparsi dei regimi che sistematicamente violano i diritti umani - ha proseguito - quel Consiglio si è ossessivamente fissato con Israele, l'unica vera democrazia del Medio Oriente". "La decisione degli Stati Uniti di lasciare questo corpo prevenuto è un'affermazione inequivocabile che è troppo".

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