Milan-Uefa, due ore di udienza: ansia per la sentenza

Rufina Vignone
Giugno 19, 2018

Tra le carte che il Milan intende giocarsi c'è proprio quella dell'appoggio pieno del fondo Elliott che si impegna ad agire da garante della continuità aziendale e subentrare a Li se l'attuale azionista di maggioranza non riuscisse a onorare i propri impegni finanziari.

In caso di esclusione dalle coppe europee, il club milanista è pronto a fare ricorso al Tas di Losanna. Come sempre dipenderà dalla decisione che verrà presa. Fassone al termine dell'incontro ai microfoni di 'Sky Sport': "Speriamo vengano valutati fatti certi e non congetture". Abbiamo deciso di andare per fatti certi, non per supposizioni. C'è stato un bel contraddittorio, anche con i rappresentanti dell'Investigatory Chamber presenti durante le due ore. Chiediamo che il Milan venga valutato in coerenza con le decisioni prese in altre occasioni del FPF. Abbiamo argomentato tutte le nostre tesi, che avevamo già espresso per iscritto. Abbiamo la sensazione che rimandare il nostro caso all'Adjudicatory Chamber sia differente a come sono stati trattati altri casi. Ho il sentimento che siamo stati ascoltati e dunque attendiamo la decisione. Mirabelli sta lavorando dietro le quinte, non è andato al mare a prendere il sole.

L'udienza, cominciata alle 9 (con la delegazione rossonera arrivata a Nyon intonro alle 8.45) prevede una prima fase dedicata all'accusa (cioè alle ragioni dell'Uefa), una seconda per la relazione della controparte e infine una terza di dibattito e confronto.

Entro il weekend è atteso il verdetto, ma nel frattempo il sorteggio del secondo turno preliminare di Europa League, inizialmente previsto per il 19 giugno, è stato rinviato al 20 giugno alle ore 13: una decisione probabilmente collegata alle vicende rossonere.

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