Macron telefona a Conte, "parole offensive non mie"

Bruno Cirelli
Giugno 19, 2018

Al termine del pranzo di lavoro, che vedrà al centro del confronto le recenti tensioni sul tema migranti e la possibile riforma del regolamento di Dublino sull'accoglienza dei richiedenti asilo, è prevista una conferenza stampa congiunta.

"E' nel mio stile- aggiunge- di esercitare questi poteri" di presidente del Consiglio "nel pieno della condivisione e del confronto. Riporta a un triste passato". Giuseppe Conte, alla fine di una settimana movimentata sul fronte immigrazione, densa prima di uno scontro diplomatico aperto con la Francia e poi culminata nella riconciliazione, sostanziale e mediatica, con il presidente francese Emmanuel Macron, ci tiene a precisare alcune cose. Desidero che Italia e Francia lavorino mano nella mano. Serve la volontà di agire insieme, la risposta giusta è europea ma quella attuale è inadeguata. Il sistema di solidarietà oggi non funziona. "Porteremo avanti una profonda riforma della convenzione di Dublino". Insomma, un atto d'accusa nei confronti dell'egoismo mostrato dall'Europa.

"L'Italia ha avuto arrivi massicci di migranti". La proposta, spiegano le stesse fonti, è per un'attuazione nel breve periodo in vista di una riforma, che l'Italia vuole radicale, del regolamento di Dublino.

Per ottobre è previsto un nuovo vertice bilaterale Italia-Francia, questa volta a Roma.

Vi garantisco che a Parigi, come fatto sino ad oggi, porterò la richiesta dell'Italia di un'ampia collaborazione e solidarietà a livello europeo sul tema immigrazione. L'obiettivo del governo italiano sarebbe chiudere la rotta verso il Mediterraneo e proteggere, al tempo stesso, le vite dei migranti. Il ministro ha citato la Francia e in particolare il presidente Macron parlando anche della sperimentazione del taser - la pistola che spara scariche elettriche - da far adottare ai poliziotti: "Lo usano in tanti paesi europei civili, dalla Gran Bretagna alla Francia, su questo pertanto Macron non potrà criticarci". Le persone a bordo sono adesso dirette verso la Spagna, dove, invece, il neo governo socialista spagnolo ha deciso il contrario e prefigurato la possibilità che chi ha assunto questa decisione per l'Italia venga chiamato a risponderne penalmente. "E' arrivato il momento di tirar fuori le palle - ha aggiunto - di esprimere l'orgoglio e la dignità di un popolo". Uscite simili a quelle che già nei giorni scorsi hanno messo a rischio il bilaterale Conte-Macron.

Mentre l'incontro all'Eliseo non si ancora concluso, il vicepresidente del Connsiglio Mateo Salvini al Villaggio Coldiretti a Torino dichiarava: "Il premier Conte sta incontrando Macron e gli ribadisce che non abbiamo bisogno di lezioni da parte di nessuno".

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