Di Maio: "Tutela ai rider". Foodora minaccia di lasciare l'Italia

Paterniano Del Favero
Giugno 19, 2018

"Possibilmente con un tavolo, altrimenti interverremo noi", ha detto Di Maio, dopo le tensioni sulle condizioni dei lavoratori del Food delivery, i cosiddetti riders. "Se lavoriamo insieme l'Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali". Per i quali, Di Maio, non accetta "ricatti". "E facendo calare la crescita demografica", ha concluso Di Maio.

L'economia dei lavoretti, che oggi si qualifica come gig economy, è sempre esistita e, prima dell'introduzione dei voucher lavoro (la cui normativa è stata modificata lo scorso anno) e del jobs act, operava per lo più al di fuori della legalità, poiché gli oneri amministrativi e fiscali di un contratto di lavoro subordinato non erano compatibili con le esigenze di flessibilità connesse a questo tipo di attività.

"Da Ministro - aggiunge - ho deciso di dichiarare guerra al precariato" che "sta disgregando la nostra società".

L'inquadramento dei ciclofattorini, in genere con contratto co.co.co, comprende circa due ore di lavoro concentrate nell'ora di pranzo e altre quattro verso l'ora di cena, per un totale settimanale che non supera le 25 ore. Sperando che non diventi uno scontro frontale, come invece ha fatto capire per esempio l'amministratore delegato di Foodora Italia, Gianluca Cocco, che al Corriere della Sera ha detto che se fossero vere le anticipazioni del cosiddetto decreto dignità, si dovrebbe concludere "che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l'Italia". "Così gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso". Citando poi una ricerca condotta in collaborazione con l'Inps aveva sottolineato che "solo il 10% dei rider lo considera un lavoro stabile". Nel decreto anche il divieto di retribuzione a cottimo, lintroduzione di un trattamento economico minimo, proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e il "diritto alla disconnessione" per "almeno undici ore consecutive ogni ventiquattro ore" all'ultimo turno di disponibilità completato. "Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore". Prevista anche una fase di sperimentazione degli algoritmi di gestione delle prestazioni e l'obbligo di informare i lavoratori "sull'eventuale rating reputazionale, e sugli effetti che tale valutazione ha sul rapporto di lavoro".

"Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare le attività legate all'uso di piattaforme innovative".

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