Bce: da gennaio stop ad acquisti Qe

Paterniano Del Favero
Giugno 17, 2018

La Bce ha infatti deciso di prolungare gli interventi che da ottobre scenderanno da 30 a 15 miliardi di euro al mese. Poi, a fine anno, gli acquisti cesseranno. In primis, di fronte all'inesorabile prospettiva di un drastico aumento del servizio sul debito, tenuto artificialmente basso dalla strategia orchestrata dalla Bce, i sempre più confusi cittadini-elettori toccheranno con mano l'insensatezza, la scarsa lungimiranza di chi ha tenuto le redini del Paese, mi riferisco in modo particolare a Matteo Renzi, promettendo miracoli irrealizzabili e, nel contempo, gettando gran parte del dividendo Draghi - cioè i tanti miliardi risparmiati con i tassi ai minimi - nel pozzo senza fondo della improduttiva spesa corrente. Tutto questo dopo che il direttorio ha condotto "una attenta revisione dei progressi" proprio sul percorso di aggiustamento dell'inflazione, tenendo anche conto delle nuove previsioni economiche dei tecnici delle Bce. Un buon segno per il futuro dell'Italia nell'euro e nell'Europa.

Peraltro, nonostante l'espressione non piaccia a molti politici, i mercati stessi inducono alla disciplina: il drammatico allargamento dello spread non passa inosservato anche ai politici e allarma anche chi pretende che la politica nazionale non debba essere dettata dalla finanza.

Quel che è certo, comunque, è che l'odierna riunione BCE e la successiva conferenza stampa di Mario Draghi non annunceranno la fine del QE a settembre 2018. In calo l'euro che dopo una breve fiammata a 1,1852 ha perso oltre una figura in pochissimi minuta e arriva a 1,17189. Jens Weidmann ritiene che si tratti di una scelta assolutamente plausibile. La notizia era ampiamente attesa dagli operatori finanziari, anche se in una forma più interlocutoria rispetto ai tempi di attuazione. Ed è probabile che l'ultima mossa della Bce non esorterà le banche a fare di meglio. L'instabilità della politica domestica ha avuto e sta avendo ricadute pesanti sui mercati obbligazionari domestici e, nelle fasi più acute della crisi, su quelli globali.

RISPARMI & INVESTIMENTI - Con i titoli di Stato arrivati a tassi negativi e obbligazioni societarie che, quando considerate molto sicure sono ancora comprese nel Qe di Francoforte, hanno seguito il trend ribassista dei rendimenti, la gestione del risparmio è rimasta distorta per anni.

L'Euro ha subito risentito dell'annuncio.

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