A Dare & Avere Eurozona e "quantitative easing"

Paterniano Del Favero
Giugno 17, 2018

Un trend quest'ultimo che non ha risparmiato neppure la "locomotiva" tedesca, anche se l'inflazione in Germania si attesta ormai sopra il target Bce del 2% mentre in Italia ad esempio è la metà (circostanza che fa temere un effetto ancor più negativo per l'Italia se la Bce abbandonasse il Qe). "L'accomodamento monetario ci fa pensare che ci stiamo avvicinando verso il nostro obiettivo", ha precisato Draghi.

Pertanto gli acquisti di titoli del Quantitative Easing "non stanno sparendo ma restano parte degli strumenti di politica monetaria che potranno essere usati in particolari frangenti", come a tenuto a ribadire lo stesso Draghi spiegando la decisione di oggi. Per le prossime settimane ed, eventualmente, durante i mesi estivi (solitamente più soggetti alle speculazioni in un contesto generale di più ridotti volumi scambiati), non possiamo escludere eventuali nuovi episodi di volatilità dei corsi dei nostri titoli di Stato, soprattutto, qualora la dialettica tra i leader politici dei vari Paesi membri dell'Unione Europea dovesse raggiungere toni più vivaci in vista del prossimo Consiglio europeo del 28-29 giugno (i temi in agenda saranno occupazione, crescita e competitività, flussi migratori, sicurezza e difesa, innovazione ed Europa digitale, bilancio a lungo termine dell'Ue).

La reazione dei mercati alla decisioni della Bce non si sono fatte attendere con l'euro crollato subito sotto quota 1,18 raggiungendo 1,1583 nei confronti del dollaro usd.

La Banca centrale europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l'Eurozona al 2,1% dal 2,4% per il 2018, mantenendo l'1,9% atteso per il 2019 e l'1,7% per il 2020. Proprio la Penisola, nel 2015, quando il programma fu lanciato - usciva faticosamente dalla grande recessione e come altri paesi faceva i conti con il rischio-deflazione. Detto fatto, oggi è arrivata la conferma della Bce.

"Non è utile a nessuno mettere in discussione l'esistenza di qualcosa che è irreversibile". Ma fissato questo paletto, Draghi ha invitato a "non drammatizzare" il cambiamento politico inevitabile essendo l'euro la valuta di 19 democrazie, ridimensionando anche lo scossone visto sui mercati durante le difficili consultazioni di fine maggio: la crisi politica italiana "non ha comportato nessun contagio" né ha riportato in auge il 'redenomination risk´ degli anni della grande crisi.

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