Laureati a Siena: buoni risultati nel Rapporto 2018 AlmaLaurea

Paterniano Del Favero
Giugno 14, 2018

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato il XX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale al Convegno "Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro", all'Università di Torino, l'11 giugno. E' pari al 6,1% la frazione totale dei laureati rappresentata da cittadini esteri, mentre quasi il 50% dei laureati provengono da fuori regione (in entrambi i casi l'Università di Siena doppia la media nazionale). Il 18,7% proviene da fuori regione, il 4,1% è straniero. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 57,1% dei laureati: è il 51,6% per il primo livello e il 57,4% per i magistrali biennali. "Abbiamo un patrimonio ambientale e culturale da offrire, non solo da tutelare e sono convinto, per questo, che gli sbocchi professionali siano parecchi". L'età media di laurea di primo livello per gli infermieri nel 2017 è di 25,1 anni e il 74,5% sono donne contro il 25,5% di uomini.

Comanducci sottolinea che la magistrale non è riservata solo ai laureati del polo di Imperia, ma anche a coloro che hanno titolo di primo livello in Geografia, Scienze del Turismo e Scienze della Comunicazione, ma anche competenze in Economia o Conservazione dei beni culturali (basta aver raggiunto 60 crediti nei settori scientifico-disciplinari indicati nell'ordinamento didattico).

Discreta la performance dell'Ateneo senese anche rispetto all'opportunità offerta ai propri studenti di laurearsi dopo aver svolto periodi di studio all'estero (oltre il 10%, con punte del 19% tra i laureati magistrali) e tirocini curriculari (58.9%).

Il 92,3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l'86,8% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. Sono il 45,1% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Dopo un anno il 56,7% risulta ancora iscritto. Il 23,2% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 32,0% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il lavoro part-time coinvolge il 40,7% degli occupati.

Chi si laurea a Verona ha un migliore accesso diretto al mondo del lavoro. Più nel dettaglio, il 61,0% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università.

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 289, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 261. Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un'attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all'85,6%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 28,3%. Il 48,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 12,9% ha invece cambiato lavoro; il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 42,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 7,4% svolge un'attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).

Il lavoro part-time coinvolge il 37,9% degli occupati. Una tendenza che l'Ateneo fiorentino si propone di consolidare con un recente bando che mette in palio 1.100 premi di laurea per gli studenti che conseguano il titolo nei tempi previsti dai corsi di studio. A cinque anni dal conseguimento del titolo magistrale, l'83,3 per cento degli occupati all'estero lavora in Europa.

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