Trump vorrebbe Putin e nuovamente il G8, lo "Zar" lo ignora

Bruno Cirelli
Giugno 12, 2018

Nel primo giorno del G7 di Charlevoix, in Canada, i leader europei hanno evidenziato varie divergenze con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dando l'impressione di un summit complicato e che potrebbe addirittura concludersi senza un comunicato congiunto di tutti e sette i paesi coinvolti, come prevede la consuetudine. "Sono d'accordo con il presidente Donald Trump: la Russia - scrive su Twitter - dovrebbe rientrare nel G8. È nell'interesse di tutti". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, secondo quanto riporta Interfax. "Nessuno ha la bacchetta magica - ha detto - e noi siamo rispettosi del lavoro fatto anche dagli altri in precedenza; quello che andava bene lo manterremo su altri fronti". Sul tema dei dazi, il presidente del Consiglio ha poi affermato: "Saremo portatori di una posizione moderata, cercheremo di capire le ragioni che portano ad assumere certe posizioni e ci comporteremo di conseguenza".

D'altronde, come ricorda il direttore del Centro Studi Americani, Paolo Messa, in un tweet, la linea americana è quella ampiamente esternata dal segretario di Stato, Mike Pompeo, il funzionario che più di tutti rappresenta il pensiero dell'amministrazione Trump in questo momento: senza una forte identità transatlantica il dialogo con la Russia è impossibile. "Sono il portavoce degli italiani". Crediamo che le sanzioni vadano eliminate ma è un processo ancora lungo, non si può fare dall'oggi al domani. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, rispondendo a una domanda sulla posizione del premier italiano Giuseppe Conte sulla Russia.

"Sono convinto che i Paesi europei del G7 avranno la stessa posizione" anche sulla Russia, "magari non nei dettagli ma sulla linea generale".

A chi chiede se sia possibile un veto italiano in Europa sulle sanzioni alla Russia, il ministro dell'Interno risponde che "dobbiamo ragionarci". "L'importanza dell'istituzione G7 data dalla Russia si è ridotta negli anni perché in un contesto politico ed economico in evoluzione, è in rapida crescita invece l'importanza di formati come il G20", aveva detto Peskov. Forse è il caso che si torni a miti consigli con il capo del Cremlino, lo stesso Premier italiano, Giuseppe Conte si dice d'accordo. "Non ci sono divergenze tra Italia e Europa", ha aggiunto, con Conte ho avuto un "buon bilaterale, amichevole".

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