Incontro Trump-Kim: storica stretta di mano e accordo a Singapore

Bruno Cirelli
Giugno 12, 2018

Il meeting tra Trump e Kim si è concluso con la firma di un documento "globale e storico" per dare un nuovo avvio alle relazioni tra i due Stati e per procedere "rapidamente" alla denuclearizzazione della penisola coreana.

"Non era facile arrivare fin qui ma abbiamo superato gli ostacoli", ha commentato il leader nordcoreano. Per il sito Quote investigator, il detto, spesso attribuito infondatamente a George Bernard Shaw, comparve su un magazine di Chicago nel 1903. Sono passate da poco le 9 a Singapore (le 3 di notte in Italia) quando il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si stringono la mano. Poi Donald Trump che metteva una mano sulla spalla di Kim Jong-un, i due che camminavano affiancati sotto il portico di una palazzina lasciata in eredità alla Città-Stato dai colonizzatori britannici, il Presidente che mostrava al Maresciallo la sua automobile speciale, a prova di bomba chimica. Ha gli occhiali, gira lo sguardo quasi di nascosto verso Donald Trump, che invece fissa deciso davanti a sé, verso i fotografi e i giornalisti che considera avversari e che oggi pensa di aver messo a tacere con un Atto Storico. Il resto lo trovate in cronaca. Sebbene la stessa CNN sia piuttosto vaga sulle ragioni che hanno scatenato la furia di Trump, l'impressione è che a irritare il presidente Usa sia stato un discorso di Trudeau proferito nella giornata di sabato, in particolare le affermazioni secondo cui esiste una "certezza assoluta" sull'intenzione del Canada di annunciare il prossimo 1° luglio un insieme di ritorsioni in risposta ai dazi che Washington ha imposto sull'acciaio e sull'alluminio che l'America importa da altri paesi. "Sono molto costose e Seul contribuisce, ma non al 100%", ha osservato il tycoon, mentre sui 32.500 soldati di stanza in Corea del Sud "non c'è alcun piano" per portarli via.

Fatto il Vertice, soddisfatto l'ego del presidente e del dittatore, il negoziato può iniziare: su ogive e missili, sanzioni e aiuti, non sul cerimoniale della recita di Singapore. "Li risolveremo. e non vedo l'ora di lavorare con lei", ha replicato Trump. Per gli americani erano presenti, oltre al Presidente, il Segretario di stato Mike Pompeo il capo dello staff John Kelly e il consigliere per la sicurezza John Bolton (l'uomo che per le sue dichiarazioni aveva fatto infuriare i nordcoreani e che, forse per questo, era al margine del tavolo). Da ogni parte, però, si grida al successo. E Trump ha toccato la spalla di Kim dicendogli qualcosa. Tutto questo deve finire, perché porta a pratiche commerciali ingiuste che hanno colpito la produzione americana, dice Trump, che cavalca un desiderio di ri-equilibrio degli sforzi e degli impegni americani che da anni esce anche dai più globalisti dei circoli statunitensi (figuriamoci la declinazione trumpiana America First del pensiero).

Al tavolo dei negoziati anche con l'Iran? A vederli, sugli schermi dell'International Media Centre di Singapore, l'immagine era quella di una strana coppia di nuovi amici che stessero per organizzare una partita nel Sentosa Golf Club (uno dei 100 migliori al mondo).

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