Di Maio: sull'Aquarius non c'era alcuna emergenza

Paterniano Del Favero
Giugno 12, 2018

"Alcune aziende sono in crisi e non ce la fanno perché magari hanno crediti con la pubblica amministrazione e lo Stato non li paga". È una notizia importante perché segna un punto di svolta. "E oggi abbiamo messo la prima pietra", scrive su Facebook il leader grillino parlando della nave dell'ong Sos Mediterranee con a bordo 629 migranti da ieri costretta a vagare nel Mediterraneo senza un porto dove approdare dopo che il ministro dell'Interno Matteo Salvini non ha autorizzato lo sbarco in Italia. E' ora di dire basta. "Ci sono persone disperate che hanno famiglie, figli e vogliono garantirgli un futuro migliore", c'e' "un costante senso di precarieta', tanta sofferenza, ci sono tanti problemi in giro per il Paese e noi li affronteremo uno a uno".

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, in auto, mostra in camera una pila di faldoni che rappresentano situazioni di crisi che "i cittadini mi hanno presentato solo nell'ultimo giorno". Vedete, non è facile dire basta al business dell'immigrazione, perché si rischia subito di essere bollati come razzisti, xenofobi e altri insulti simili. Un anno fa sono poi andato a Bruxelles, per parlare con il Direttore del Programma Frontex. E il primo Paese negli ultimi anni è sempre stato l'Italia. "La fine del business dell'immigrazione è nei nostri venti punti".

Inoltre - ha aggiunto Di Maio, si tratta di "risolvere il problema dello sfruttamento dei lavoratori stranieri, oltre che di quelli italiani, sfruttamento spesso figlio di una gestione incontrollata dell'immigrazione in Italia". Ora è chiaro che tutto questo deve cambiare, nell'interesse di tutti.

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