Jurassic World- Il regno distrutto da oggi al cinema

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 11, 2018

La moda degli ultimi anni di ridare vita ad un vecchio franchise con una nuova trilogia assegnando il secondo film ad un regista diverso (come nel caso di Star Wars, dove il settimo e il nono capitolo vedono J.J. Abrams alla regia mentre "Star Wars: Gli ultimi Jedi" è di Rian Johnson) è stata seguita anche dalla Universal per continuare le avventure all'interno del Jurassic Park. Al risveglio del vulcano, inattivo fino a quel momento, Owen e Claire intraprendono una campagna per salvaguardare le specie di dinosauri ancora in vita da un evento di distruzione di massa.

Intrattenimento puro, in sostanza, capace sì di donare la giusta dose di adrenalina allo spettatore, ma indigesta alle figure in scena, impossibilitate a potersi caratterizzare degnamente in questa sequela di caos e turbamenti.

Tornano a indossare i panni del reicercatore comportamentale Owen Grady e della genetista Claire Endearing Chris Pratt (che abbiamo visto di recente in "Avengers: Infinity War") e Bryce Dallas Howard.

Di seguito trovate tutte le informazioni su "Jurassic World: il regno distrutto".

Tra le new entry del cast troviamo innanzitutto i colleghi di Claire: la paleoveterinaria Zia Rodriguez è interpretata da Daniella Pineda, mentre l'esperto informatico Franklin Webb è interpretato da Justice Smith.

Il mandante dell'operazione è l'anziano Benjamin Lockwood (James Cromwell), che in passato ha lavorato con John Hammond per la clonazione dei dinosauri e che ora spera di salvarli e condurli su un'isola-rifugio. A scoprire per prima la verità è la piccola Maisie (Isabella Sermon), nipote di Lockwood. Bayona si riappropria dei chiaroscuri che avevano caratterizzato il suo film d'esordio (l'horror The Orphanage), li fa vibrare nella notte con un gioco di specchi e riflessi che non fanno altro che accrescere lo sgomento e il panico del contesto e di queste creature, infila i nostri titanici amici all'interno di stretti cunicoli, espandendo la claustrofobia, invade e sconfina, con il più classico dei cliché, all'interno dell'habitat infantile di una bambina (la sua cameretta) con la prepotenza e la brutalità rettile; ma alla fine lascia che il film possa essere consumato da tutti. Un finale sofferto e dai risvolti inaspettati, premette già da adesso che nei prossimi anni assisteremo ad un ultimo ed avvincente film conclusivo. Peccato che questa missione di salvataggio si riveli un'altra meschinità a fini capitalistici da parte dell'uomo, che sfrutterà la situazione a suo vantaggio per monetizzare grazie ad una fantomatica quanto surreale asta del dinosauro. Tutto merito della bravura dietro la telecamera di Juan Antonio Bayona, il regista spagnolo che sa benissimo l'inutilità dell'insistere sulla trama, sa altrettanto bene premere l'acceleratore sull'action, sulla spettacolarità narrativa, sa come impiantare suspense negli occhi degli spettatori, ed infine sa come reiterare i messaggi tanto cari alla saga. Nonostante il grande successo al box office e, nel complesso, la buona riuscita tecnica di Jurassic World, forse ci vien da dire che il numero 2 è meglio del suo albeggio. Non resta che aspettare.

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