Trump lascia il G7 in anticipo: "Dazi? Rappresaglie sarebbero errore"

Paterniano Del Favero
Giugno 10, 2018

Al di là della questione sulle dichiarazioni finali, e prima della spaccatura notturna, ciò che resta del G7 canadese è che il presidente Trump ha utilizzato il summit come un proxy per ribadire le sue posizioni in tema di commercio internazionale, con minacce collegate.

"Ora valutiamo dazi sulle auto che invadono il mercato americano" si legge in un altro messaggio.

A queste parole, l'unico che in un primo momento si è mostrato accomodante è stato proprio il neopremier italiano, Giuseppe Conte.

Il testo firmato ha come punto di partenza una serie di nuovi negoziati: "Siamo impegnati a modernizzare l'Organizzazione mondiale del commercio per renderlo più equo al più presto possibile".

"Noi canadesi siamo gentili, siamo ragionevoli, ma non ci faremo maltrattare", ha quindi affermato Trudeu: "Ho detto direttamente al presidente americano che i canadesi non lasceranno facilmente che gli Stati Uniti vadano avanti con tariffe contro la nostra industria dell'acciaio e dell'alluminio". Ne parla poi al mini-summit europeo voluto da Macron e in alcuni dei bilaterali della giornata: ha colloqui con il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il presidente della commissione Jean Claude Juncker, il giapponese Shinzo Abe, il canadese Justin Trudeau, la cancelliera Merkel e infine il presidente francese Macron. "Abbiamo tenuto discussioni produttive sulla necessità di avere rapporti equi". La loro funzione è prettamente politica, però siccome la loro redazione è quasi scontata, in questo caso l'assenza assume significato. "Quando glielo faccio notare, mi sorridono", aveva osservato. Il discorso si era allargato anche ai partner americani: "Il Canada non riesce a credere a quello che ha ottenuto. Con il Messico abbiamo un deficit commerciale da 100 miliardi che non comprende tutta la droga che entra nel nostro Paese.".

Trump aveva poi confermato di aver lanciato agli altri leader la proposta, da lui stesso definita "estrema", di abolire completamente ogni dazio e barriera commerciale: "Diventiamo dazi-free, barriere-free e sussidi-free". E commentando il viaggio che si appresta a fare a Singapore per lo storico vertice con il leader nordcoreano Kim Jong un, l'ha definito "una missione di pace".

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