Migranti: Salvini, Aquarius a Malta

Bruno Cirelli
Giugno 10, 2018

"Il salvataggio" della nave Aquarius "è avvenuto nell'area di ricerca e salvataggio libica ed è stato coordinato dal centro di coordinamento a Roma". Il titolare del Viminale ha chiesto alla Valletta di far approdare nave Acquarius con oltre 600 migranti a bordo.

La nave Aquarius sta facendo al momento rotta verso un porto di sicurezza ancora non assegnato: non è al momento chiaro se i migranti, tra i quali vi sono 123 minorenni non accompagnati, 7 donne incinte e 11 bambini, accederà al porto di La Valletta. "Malta non ha competenza su questo caso".

Intanto Carlotta Sami, portavoce dell'Unchr per i rifugiati per il sud Europa, ha dichiarato che "oltre 750 immigrati sono già morti nel Mediterraneo nel 2018: il salvataggio di vite in mare deve restare una priorità assoluta di ogni governo". A quel punto era intervenuta la Guardia costiera italiana e la nave, alla fine, è stata fatta approdare a Pozzallo, dove è arrivata ieri mattina.

Decisione clamorosa quella del ministro dell'Interno, Salvini non ha concesso alla nave Aquarius l'accesso ai porti italiani. E' stato l'ultimo episodio di un lungo contenzioso tra Italia e Malta, il cui comportamento e' stato stigmatizzato dallo stesso Salvini l'altro giorno: La Valletta "non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d'intervento", ha detto il ministro, che ieri ha ribadito la linea della fermezza assicurando che "non si ripeterà un'altra estate con sbarchi, sbarchi e sbarchi". La barca sarebbe partita circa una settimana fa dalla Turchia.

Per il governo guidato da Giuseppe Conte si pone dunque l'immediato interrogativo sulla eventuale conferma delle intese e dunque sugli aiuti che l'Italia è disponibile a concedere in cambio di una collaborazione rispetto al controllo del territorio e all'accettazione dei rimpatri.

"Una notte estremamente intensa nel Mediterraneo centrale, con sei sei diverse operazioni di salvataggio" ha scritto stamane in un tweet Medici senza frontiere.

Tenendo conto che le navi delle Ong sono in mare e continueranno a soccorrere queste persone, nella consapevolezza che senza l'aiuto molti rischierebbero di morire.

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