Diritti tv, divisione dei pacchetti per fasce orarie e non per squadre

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 10, 2018

La Rai che ha contribuito, nel corso degli anni, a rendere il calcio lo sport più popolare, potrebbe essere costretta a rinunciare a trasmissioni storiche come 90° Minuto.

I supporters italiani però possono ancora sperare in un accordo commerciale tra le due pay tv che si aggiudicheranno i pacchetti: la 'ritrasmissione' di un operatore su un altro operatore non è vietata dal bando.

Questa novità - con cui la Lega Serie A si allinea alle altre leghe europee - avrebbe il vantaggio di rispondere alle esigenze dei consumatori di fruire dei contenuti su diversi apparecchi e in mobilità. Le società quindi hanno dato il via libera alla vendita per prodotto, non per piattaforma come avveniva in passato. Aumento previsto di 300 milioni di euro rispetto all'ultima stagione. I costi dei diritti in crescita a ritmi folli e fuori da ogni oggettiva motivazione economica, lo spezzatino del calendario ed ora anche lo stop alle immagini del pomeriggio. Con la non esclusività di questo pacchetto - secondo le intenzioni della Lega - si moltiplicano le scelte per il pubblico generalista, con la possibilità di avere più operatori in chiaro che possano servire i consumatori e creare un proprio prodotto. Il terzo e ultimo ha 114 partite: quella delle 20.30 del sabato, quella delle 12.30 di domenica e una di quelle in programma alle 15 di domenica. Tutto questo senza contare qualche anticipo al venerdì sera alle 20:30 per gli impegni delle italiane nelle coppe europee. Insomma in alcuni casi una giornata di campionato durerà 74 ore, una vera e propria maratona.

Inizia la rivoluzione per quanto concerne l'assegnazione dei diritti televisivi della Serie A.

Pacchetto 6: sabato ore 15, domenica ore 15, domenica ore 18, lunedì ore 20.30. Nessuno degli operatori che si è detto interessato (Mediapro, Sky, Perform, Mediaset, Tim e Italia Way) potrà però acquistarli tutti.

Del resto era prevedibile da mesi, anche se credevo (e speravo) che il buon senso fosse presente in qualche piccola parte delle menti dei "padroni" della Serie A.

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