Pino Daniele, il concerto a Napoli per ricordarlo

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 9, 2018

Intergenerazionale il pubblico, che attraversa tutte le fasce d'età, con genitori e figli a braccetto che abbattono ogni distanza anagrafica quando, bandana in testa, si ritrovano a sostituirsi a Eros Ramazzotti per cantare il ritornello di 'O Scarrafone, la canzone manifesto di un'Italia che all'inizio degli anni '90 scopre il fenomeno Lega e si compatta idealmente stasera da Nord a Sud nel ricordo di Pino Daniele.

Un concerto evento benefico (l'incasso sarà devoluto alla Open Onlus per la lotta contro i tumori in età Pediatrica e a Save the Children ) che ha soddisfatto a metà: da una parte chi ha apprezzato e dall'altra chi è rimasto profondamente deluso, in particolare dopo il monologo di Enrico Brignano, subissato di fischi per un monologo incentrato sulle somiglianze tra Napoli e Roma, tra Capodimonte e Prati, spaziando dall'immondizia alle parolacce. Il concerto evento organizzato in memoria dell'immenso cantautore napoletano Pino Daniele e per fini solidali non ha visto esibirsi sul palco un altro grande artista della canzone napoletana, sebbene rappresentante di un genere diverso: Nino D'Angelo.

Cresce l'attesa per il concerto-evento "Pino è". Tra le poche una strepitosa Fiorella Mannoia che in Sulo pe parlà, una perla di pochi secondi, non ha fatto rimpiangere Pino. Tra le tante critiche anche chi non capisce tanto astio: "Ma perché la gente deve rovinare sempre tutto?" Per poi intonare un "Resta cu mme" che sa di preghiera sovrapponendosi all'esecuzione dello stesso Pino in un duetto virtuale da brividi.

Fabiola non ha fatto nomi e cognomi, ma ancora vivo è il dolore per quel vuoto lasciato non solo da Pino Daniele, ma anche da chi con lui ha condiviso tutto e poi è sparito nel momento di maggior bisogno. Bene anche Paola Turci che, in coppia con Teresa De Sio, ha superato con il massimo dei voti la prova non facile di interpretare "Lazzari Felici". Proprio quelli da cui Pino Daniele si teneva lontano. "Ridicolo, fuori luogo e offensivo".

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