Pensioni quota 100, a quali categorie di donne non conviene e perché

Paterniano Del Favero
Giugno 9, 2018

Roma - La riforma delle pensioni allo studio del Governo Lega M5s, secondo le prime indiscrezioni sul dossier sul tavolo del Governo Conte, potrebbe avvantaggiare prima di tutto i lavoratori più "forti", ovvero gli uomini residenti al Nord e con impieghi più stabili. Con le nuove regole in arrivo, non avendo i contributi necessari alla quota 100 potrebbe dover aspettare 67 anni andando quindi nel 2023 (a questo andrà aggiunta la nuova aspettativa di vita nel 2021 e nel 2023).

I coefficienti interessano la parte di pensione che ricade sotto il calcolo con sistema contributivo: chi più o chi meno, tutti i lavoratori visto che dal 2012 il contributivo è stato esteso a tutti.

La riforma delle pensioni è una delle misure più attese da parte del governo Lega M5S. Ecco chi ci guadagna e chi ci smena con il ricalcolo contributivo. "Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell'età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l'obiettivo di consentire il raggiungimento dell'età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti". "Credo che nel momento in cui si presentano programmi" di governo "invece di attaccare il dato amministrativo e le valutazione dell'Inps sulla base dei dati di cui dispone si dovrebbe avere l'onestà intellettuale di dire: noi vogliamo fare questo, non è esattamente quota 100 ma vogliamo farlo "con delle condizioni".

Oltre agli entusiasmi di chi vorrebbe avvalersi di questo strumento per uscire il prima possibile dal lavoro, infatti, ci sono anche le perplessità di chi è ormai vicino alla maturazione della pensione anticipata ordinaria, attualmente valida, e teme di non riuscire più ad ottenere il trattamento. "Ciò tende a compensare l'effetto di riduzione dell'importo pensionistico che si sarebbe determinato a parità di età di pensionamento".

Per le pensioni " normali " invece il sistema di Quota 100 (pensione di vecchiaia che scatta quando si raggiunge 100 con la somma di età anagrafica e anni di contributi) che nel programma della Lega prevede il calcolo dell'assegno con sistema contributivo a partire dal 1996, si traduce in una penalizzazione per i lavoratori che a 64 anni abbiano 20 anni di contributi versati e aumenti salariali concentrati nell'ultima parte della carriera lavorativa. Lo stesso Luigi Di Maio, capo politico del M5S e ministro del Lavoro, ha ribadito la volontà di applicare la "quota 100" in una diretta Facebook, pochi giorni fa.

Sembra, insomma, che i primi a essere danneggiati sarebbero coloro che svolgono lavori gravosi, i disoccupati, chi ha un familiare disabile a carico e le donne.

La pensione anticipata quota 41, che può essere raggiunta, da particolari categorie di lavoratori, col possesso di soli 41 anni di contributi (il termine quota è usato in modo improprio), dovrebbe continuare ad essere pienamente operativa anche dopo l'introduzione della pensione anticipata quota 100.

Pensione quota 100: ci sono le coperture? Si potrebbero non considerare nelle quote "anche i contributi figurativi" e "tante altre cose".

Nel cosiddetto "contratto di governo" tra Movimento 5 Stelle e Lega, quello che dovrebbe portare avanti il governo Conte, c'è un breve punto dedicato alle pensioni: propone il superamento della legge Fornero, e l'introduzione di una cosiddetta "quota 100".

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