Bilderberg torna dopo 14 anni in Italia, meeting a Torino

Bruno Cirelli
Giugno 9, 2018

Alla proverbiale segretezza di questi appuntamenti, quest'anno si sommano due fattori, la scelta della città di Torino e il numero 66. Non sono mancati negli scorsi anni atteggiamenti ostili e aspre critiche nei confronti del Bilderberg proprio da esponenti del MoVimento 5 Stelle. Come si legge sul sito ufficiale, a partire da giovedì 7 giugno, fino a domenica 10, personalità di spicco del mondo economico, politico, accademico e dei media, si ritroveranno a Torino. Oggi centro polifunzionale, l'ex stabile della FIAT sarà dunque il centro dell'economia e della politica per pochi giorni. La consigliera comunale M5S Amore ha detto:"Mi chiedevo se i torinesi fossero a conoscenza di cosa sia il gruppo Bilderberg".

Fondato nel 1954, la riunione di Bilderberg è una conferenza annuale destinata a promuovere il dialogo tra l'Europa e l'America del Nord. Per i fautori della cospirazione è qui che si mettono a punto le trame del nuovo ordine mondiale; a parlare con chi da anni segue i suoi lavori, invece, dietro la riservatezza c'è soltanto l'intenzione di consentire ai partecipanti di "esprimersi liberamente per meglio comprendere questioni complesse".

Nell'elenco dei partecipanti, disponibile sul sito web del gruppo, figurano ministri, industriali, amministratori delegati di multinazionali e i vertici di numerose banche. "Le riunioni si svolgono secondo la regola di Chatam House: i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma l'identità del relatore non può essere rivelata".

Come si evince dall'elenco degli invitati i cui nomi sono stati resi pubblici, gli "italiani illustri" che partecipano al periodico e "secreto/riservato" incontro sono otto: John Elkan, Lilli Gruber, Lucio Caracciolo (Direttore di Limes), Alberto Alesino (economista), Elena Cattaneo (senatore a vita), Vittorio Colao (Ceo di Vodafone), Marianna Mazzucato (professore di economia all'University College di Londra) e Salvatore Rossi (direttore generale della Banca d'Italia).

Come hanno precisato gli organizzatori, "i partecipanti non sono vincolati dalle convenzioni del loro ufficio o da posizioni pre-concordate". Dodici temi: oltre al populismo, le diseguaglianze, il futuro del lavoro, la post-verità, la politica Usa e l' intelligenza artificiale. Possono quindi prendersi il tempo per ascoltare, riflettere e raccogliere idee. Non vi è alcun risultato auspicato, non vengono presi verbali e non viene scritta alcuna relazione. "Inoltre - conclude Bilderberg - non vengono proposte risoluzioni, non si procede a votazioni e non vengono rilasciate dichiarazioni programmatiche".

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