Salvini: smonteremo la Fornero Meno tasse a chi guadagna di più

Paterniano Del Favero
Giugno 8, 2018

Non è iniziato proprio nel migliore dei modi il Governo del Cambiamento che, dopo l'affermazione negazionista del neo Ministro della Famiglia Fontana sulle famiglie arcobaleno, rischia di trasformarsi nel Governo che "toglie ai poveri per dare ai ricchi". "Ma l'assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere". Per il leader della lega, "l'importante è che ci guadagnino tutti".

Flat tax? Sì: "Perché è giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse", afferma il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che della riforma fiscale ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Dell'obiezione principale, ovvero l'ulteriore impoverimento del ceto medio e basso, abbiamo appena detto. "Noi siamo un partito conservatore e dall'altra parte non ci sarà niente, ci saranno solo dei livorosi, astiosi perdenti, vuoti di proposte e crani ermeticamente chiusi a qualsiasi idea alternativa, con i quali non sarà possibile costruire alcunché".

Un altro dei temi caldi sul tavolo del Tesoro è la flat tax, (letteralmente 'tassa piatta'), ossia un sistema fiscale non progressivo, basato su un'unica aliquota fissa.

Chi al momento paga le tasse sul reddito con le due aliquote più alte (cioè 41 e 43 per cento, destinate ai redditi oltre i 55 mila euro l'anno) vedrà le proprie tasse sul reddito più che dimezzate. "Il sistema tributario è informato a criteri di progressività". "È chiaro ed evidente - ha insistito - che chi guadagna di più avrà più soldi da investire". Per attuare la riforma pensionistica, 5Stelle e Lega prevedono 5 miliardi, ma secondo una stima effettuata dal presidente dell'Inps, Tito Boeri la misura avrebbe un costo, di 15 miliardi per il primo anno e di un massimo di 20 miliardi all'anno per i successivi. Il caso si presenta quando una coppia supera gli 80mila euro facendo scattare l'aliquota più elevata, quella del 20%.

Un discreto risparmio ci sarebbe anche per i redditi sopra i 50mila euro, mentre intorno a quota 30mila il vantaggio sarebbe nullo. Un'incognita non da poco, quest'ultima, sull'obiettivo della semplificazione, perché per un'ampia fascia di contribuenti imporrebbe di mettere a confronto due sistemi fiscali diversi per individuare il più conveniente. Una coppia che invece non costituisse una famiglia si vedrebbe applicare l'aliquota del 15 per cento sui rispettivi redditi (poniamo di circa 40mila euro l'uno), pagando in tutto 12 mila euro. Con un reddito di 200mila euro, il risparmio è del 50% delle tasse.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE