Conte: "Renzi mi chiama ‘collega’? Perché è un professore lui?"

Bruno Cirelli
Giugno 8, 2018

"È un dato di fatto che in quest'Aula, accanto alla posizione condivisibile del M5s, c'è una triplice posizione di chi, nel centrodestra, si è presentato insieme davanti agli elettori e ora ha tre posizioni diverse", ha aggiunto Renzi.

"Non ci avrei mai creduto, vero", ha esordito all'uscita dal Senato dove ha incassato la prima fiducia (ben 171 voti). I mesi di basso profilo dell'ex premier, conclude il Corsera, dovrebbero durare fino ad ottobre, quando (dal 19 al 21) a Firenze tornerà la Leopolda, appuntamento al quale Renzi si presenterà durante il lancio del nuovo libro che sta scrivendo: "Sarà un evento vecchio stile, come all'inizio, con protagonista la societa civile". "Lei con il giuramento è anche il nostro premier, e noi la rispetteremo in questa aula e fuori da questa aula". "Lei è un premier non eletto, direi un collega". Lo ha detto Matteo Renzi prendendo la parola al Senato. Subito dopo raggiungerà la Camera dei deputati per consegnare il programma. A questo giro sono Movimento 5 Stelle e Lega, al prossimo giro potrebbero essere Casapound e Forza Nuova (più una discreta parte che confluirà nell'astensione).

Renzi preferisce non commentare la replica di Conte e con un gesto si tappa la bocca. "Cambia che metteremo fine al business dell'immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà", ha garantito tra gli applausi della sua maggioranza. Il primo governo della scorsa legislatura, quello guidato da Enrico Letta, fece invece il pieno di consensi, con 233 sì al Senato: ma era votato da un vasto schieramento che comprendeva Pd, Lista Monti, Forza Italia. Proprio rivolgendosi a Conte Grasso ha spiegato: "Presidente il contratto che ha illustrato non ha detto nulla di nuovo, non ha detto nulla sui tempi e le risorse per quella che rimane solo una dichiarazione d'intenti". E non avete più alibi rispetto a ciò che c'è da fare.

Non sarà un caso che su molti argomenti il discorso programmatico ha di necessità usato la diplomazia del vocabolario, qui addolcendo o sorvolando, là dribblando gli scogli.

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