Longevità, scoperta la proteina che allunga la vita e rallenta l'invecchiamento

Barsaba Taglieri
Giugno 6, 2018

Gli studi hanno riportato che il processo di invecchiamento è accompagnato da numerosi segni distintivi, tra questi vi sono: instabilità del genoma, cambiamenti epigenetici, telomeri accorciati, perdita di proteostasi, riduzione delle riserve di cellule staminali e diminuzione della funzione mitocondriale. Gli omega 3 non sono presenti solo nel pesce, ma anche in cibi vegetali come semi di lino, olio di lino, semi di canapa e noci, in alcuni vegetali a foglia verde e legumi.

Un organismo rinnovato e dunque sempre nuovo, è alla base della longevità. Gli omega 3 aiutano a ridurre la mortalità generale del 27% e la mortalità legata alle malattie cardiache di oltre un terzo (35%).

Lo sostengono i ricercatori dell'University of Texas Southwestern Medical Center, che hanno condotto uno studio grazie al quale sono riusciti ad individuare lo straordinario potere della proteina cosiddetta Beclin-1, già identificata in un precedente studio sull'Alzheimer. Più le cellule si 'ripuliscono' più la vita sembra durare di più e la salute tende raggiungere un miglioramento. Delle risposte importanti però ce le stanno dando degli studi interessanti che sono stati fatti sul Dna da dove potrebbero essere prese delle proteine in grado di fare miracoli.

In questo modo, gli scienziati hanno capito che l'utilità di questa proteina non è legata soltanto all'Alzheimer, ma pare che la proteina beclin-1 sia anche in grado di allungare la vita del più dell'11%. Una mutazione in questa proteina infatti riesce a allungare la vita ai topi, facendoli invecchiare molto più lentamente e mantenendoli anche in buona salute. Dopo aver sviluppato tutto questo in un modello animale, gli scienziati si stanno impegnando a replicarlo sull'uomo e al momento non sono emersi impedimenti: l'uomo è pur sempre composto da cellule che, si spera, possano rigenerarsi e invecchiarsi il più lentamente possibile.

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