Giovanni Tria, chi è il nuovo Ministro dell’Economia giallo-verde

Paterniano Del Favero
Giugno 3, 2018

"Un economista di straordinarie capacità - è il commento del Rettore di "Tor Vergata" Giuseppe Novelli, in un comunicato ufficiale dell'Ateneo della Capitale - fortemente impegnato nel processo di crescita e di internazionalizzazione del nostro Ateneo". Con Brunetta, Tria ha collaborato in particolare alla riforma della pubblica amministrazione. Infatti nella World Bank ha ricoperto il ruolo di consulente per lo sviluppo in Etiopia ed Eritrea.

Per quanto riguarda l'Unione europea, Tria si considera europeista, anche se ha più volte criticato il modo in cui si è sviluppata l'integrazione europea. Un corposo Cv che lo vede tra l'altro presidente della Scuola nazionale dell'Amministrazione, membro della Società economia italiana, membro dell'American Economic Association, professore di Politica Economica a Tor Vergata, delegato del governo italiano nel Board of Directors dell'Ilo (International Labour Office).

Il suo pensiero può essere compreso ripescando un articolo de Il Sole 24 Ore, scritto a quattro mani con Renato Brunetta, di cui è stato consigliere.

Chi è Giovanni Tria, il nuovo Ministro dell'Economia del Governo Conte?

Non ha ragione chi invoca l'uscita dall'euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali, ma non ha ragione neanche il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, quando dice che "l'euro è irreversibile", se non chiarisce quali sono le condizioni e i tempi per le necessarie riforme per la sua sopravvivenza.

Questo era dunque Giovanni Tria. E in genere la realtà delle cifre ridimensiona spesso la visione. Secondariamente perché non è stato chiarito se e in che modo queste misure possano essere armonizzate con il bilancio pubblico. Si parla di partire con una doppia aliquota. Ciò che manca sono gli investimenti necessari al sostegno della domanda interna all'Eurozona, ma soprattutto a recuperare competitività sui mercati internazionali e ad assicurare la sostenibilità di lungo periodo, innanzitutto sociale, della crescita.

Infine, Tria era molto critico sull'annullamento delle clausole di salvaguardia sull'IVA perché ritiene che in Italia si debba riequilibrare il peso relativo delle imposte dirette e di quelle indirette spostando gettito dalle prime alle seconde.

Nei giorni precedenti alla formazione dell'esecutivo giallo-blu (e non giallo-verde, come sottolineato dalla Lega di Salvini) la posizione di Tria non è stata particolarmente favorevole al contratto di governo stilato dall'asse di maggioranza, specie per quanto riguarda le coperture, mostrandosi più propenso alla flat tax che al reddito di cittadinanza poiché, nel primo caso, "si porrebbe l'obiettivo di una riduzione della pressione fiscale", mentre nel secondo ci si troverebbe con "un'indennità di disoccupazione un poco rafforzata e magari estesa a chi è in cerca di primo impiego".

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