Pene amputato per un tumore: ricostruito con il lembo di un braccio

Barsaba Taglieri
Giugno 1, 2018

Il paziente, dopo valutazione multidisciplinare, è stato sottoposto a un intervento di ricostruzione totale del pene con un lembo microrchirugico prelevato dall'avambraccio sinistro.

Alla visita urologica la lesione è risultata sospetta per un tumore infiltrante del pene. Sotto i ferri un paziente che si era sottoposto ad un precedente intervento in cui l'organo genitale gli era stato amputato. L'uomo viene per necessità sottoposto a un intervento altamente demolitivo, che consiste nell'asportazione della quasi totalità del pene e dei linfonodi inguinali. Si tratta di un intervento chirurgico avveniristico eseguito dai medici specialisti dell'Ospedale Molinette della Citta' della Salute di Torino, che recentemente si sono resi protagonisti di altre operazioni eccezionali.

"A distanza di due mesi dall'intervento - commenta Gontero - possiamo dichiararci soddisfatti per la riuscita dell'intervento che ha restituito al paziente la sua mascolinità".

La soluzione è stata trovata da un centro di ricerca italiano, che ha trovato il modo di riportare l'uomo ad una vita del tutto normale, con la ricostruzione del pene attraverso una delicatissima operazione, che è stata effettuata presso la clinica urologica del Molinette di Torino, utilizzando tessuti provenienti dal suo avambraccio. Tra alcuni mesi gli verrà impiantata anche una protesi idraulica del pene che gli consentirà di avere una vita sessuale attiva, insomma di poter tornare alla normalità. Gontero) organizza presso l'Aula Magna dell'ospedale Molinette (corso Bramante 88): esperti di fama mondiale eseguiranno interventi in diretta di ricostruzione di complesse anomalie dei genitali e dell'uretra.

Il tumore del pene é un evento raro, ma che può causare delle menomazioni pesantissime nei pazienti, soprattutto quelli colpiti in giovane età. Una sessione speciale sarà dedicata al tumore al testicolo, patologia che colpisce dieci uomini su 100 mila, in prevalenza giovani. Il trattamento deve essere dunque integrato, finalizzato in primis a guarire il tumore, ma con l'obiettivo non meno importante di ricostruire in un secondo tempo le mutilazioni genitali derivate dai necessari trattamenti demolitivi.

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