Trapianto e trasfusioni in utero: è la prima volta al mondo

Barsaba Taglieri
Mag 30, 2018

Grazie alle trasfusioni il parto è andato a buon esito lo scorso febbraio, ma se il trapianto ha effettivamente curato la malattia lo si potrà scoprire solo nei prossimi mesi.

Presso l'UCSF Benioff Children's Hospital di San Francisco si è compiuta un'operazione veramente incredibile, prima nel suo genere che ha salvato la vita a una bimba molto malata e che ha aperto la strada a molte altre opportunità.

Elianna, figlia di Nichelle Obar e Chis Constantino, una coppia originaria delle isole Hawaii, era affetta da una forma letale di talassemia, una malattia causata una gene e che colpisce il 5% della popolazione.

"E' ancora troppo presto per dire se il trapianto di cellule staminali ha funzionato, ma ci fa sperare vedere come sia lei che la madre abbiano ben tollerato la terapia", commenta Tippi MacKenzie, chirurgo che ha eseguito il trapianto. Per conoscere i risultati bisognerà attendere ancora alcuni mesi. "La salute della neonata suggerisce che la terapia fetale è un'opzione possibile da offrire alle famiglia con questa diagnosi", conclude.

La talassemia alfa è la forma di talassemia più grave.

La prognosi di Elianna è migliorata con ogni trasfusione.

In caso di successo, come segnala il New York Times, questa operazione potrebbe segnare una svolta sui trapianti fetali anche per l'anemia falciforme, l'emofilia e altre malattie ereditarie. Le staminali invece sono state estratte dal midollo osseo dell'anca della madre, tra la 18/ma e 25/ma settimana di gestazione, e poi, iniettate nella vena ombelicale del feto, dove sono poi entrare in circolo nel suo sangue, portando allo sviluppo di cellule del sangue sane.

Diversamente dal trapianto di midollo il sistema immunitario del feto non è ancora completamente sviluppato e possiede un'alta tolleranza alle cellule materne durante la gravidanza.

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