Azienda milanese licenzia operaio disabile: al suo posto un robot

Paterniano Del Favero
Mag 26, 2018

Terzo, la mancanza di preavviso, visto che la lettera di licenziamento sarebbe giunta da un giorno all'altro, come un fulmine a ciel sereno. Ma l'operaio, che per un'intera vita lavorativa ha servito la stessa azienda, non ci sta. Non riesce a capacitarsi del contenuto della lettera che lo mette alla porta senza appello: "Abbiamo valutato la possibilità di assegnarLe altre mansioni, anche di livello inferiore, riconducibili alla Sua professionalità - si legge ancora nella raccomandata di licenziamento per giustificato motivo - e comunque a Lei utilmente affidabili. Purtroppo non è stata reperita alcuna posizione lavorativa vacante, essendo tutti i posti già occupati da altri dipendenti", precisa la nota inviata dalla dirigenza aziendale. L'avvocato Mazzali rammenta che il 61enne, nel 1991, ha perso la mano destra, quindi deve convivere con una disabilità.

Un lavoratore di sessantuno anni - Ousmu, cittadino marocchino e inabile perché senza una mano - è stato licenziato dalla sua azienda che gli ha preferito una macchina.

Il sindacato è intervenuto sulla vicenda e ha cercato una via per la mediazione senza però ottenere dei risultati positivi.

L'operaio era addetto alla posa dei tappi provvisori sui flaconi, si legge sull'edizione online de La Repubblica, ma questo lavoro verrà ora svolto meccanicamente, e l'azienda non ha più bisogno dei suoi servigi. "Un'ingiustizia tanto più grave considerando che è una persona con una disabilità tale da rendergli difficile la ricerca di un nuovo impiego". Il suo lavoro è infatti stato 'soppresso' perché sostituito da una macchina che svolge le stesse mansioni. In Italia e nel mondo tanti operai hanno perso il lavoro perché rimpiazzati dalle macchine. "L'Italia è il mio Paese da anni, e in quell'azienda ho sempre lavorato, era la mia casa". Le macchine andranno a sostituire l'uomo sia per lavori manuali sia per lavori intellettuali.

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