Tim, inviata lettera al ministero: chiesta la Cigs per 3-4mila persone

Paterniano Del Favero
Mag 17, 2018

Il gruppo ha mandato la lettera al ministero del Lavoro per avviare le procedure. L'azienda aveva messo in campo l'ipotesi di cassa integrazione per gestire gli esuberi già a metà marzo.

Intanto l'amministratore delegato, Amos Genish, spinge il suo piano dopo il cambio degli equilibri determinati dalla vittoria della lista del fondo Elliott contro quella di Vivendi durante l'assemblea dello scorso 4 maggio. Dall'avvio dell'iter al dicastero partono 25 giorni di trattativa tra azienda, ministero e organizzazioni sindacali per esaminare soluzioni alternative alla cgis. Secondo quanto riporta Radiocor, sarà applicata a un massimo di 29.736 lavoratori che saranno sospesi dal lavoro per un numero medio di giornate non superiore a 26, da distribuire su base mensile nel periodo di applicazione e comunque in linea con i fabbisogni del programma di riorganizzazione.

Il fallimento delle discussioni fra Tim e sindacati ha aperto le porte alla nuova ondata di esuberi che la società tenterà di mandare in porto tramite il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria. Si tratta di una durata massima - spiega anche Repubblica - di 12 mesi, presumibilmente a partire dal 18 giugno fino al 17 giugno del 2019. Il segmento mobile domestico ha continuato il trend positivo con una crescita del 4,7% dei ricavi totali a 1,27 miliardi di euro, oltre le attese del consenso (-0,3%/+1%) supportata in particolare dall'aumento della penetrazione BB e UBB (rispettivamente +158mila clienti e +354mila clienti), per una base clienti attiva totale di 27,4 milioni di clienti (+1,4%). Alla fine del periodo di applicazione della cassa, precisa la lettera solo in parte queste posizioni "potranno essere gestite con strumenti non traumatici in quanto direttamente collegate a specifici contesti produttivi".

E in una nota dell'azienda "Tim auspica un confronto costruttivo con i sindacati sulla cigs". "Malgrado le numerose occasioni di approfondimento congiunto e le disponibilità manifestate dall'azienda a un costruttivo e risolutivo confronto, non è stato possibile raggiungere una soluzione condivisa e adeguata alle sfide di trasformazione dell'azienda", afferma la società.

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