Gerusalemme: Rossi, "Israele massacra chi non festeggia"

Bruno Cirelli
Mag 17, 2018

E' salito a 58 il numero dei manifestanti palestinesi uccisi durante i violenti scontri con l'esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. Del resto sono gli stessi che chiamano "esigenze di sicurezza" l'affamare l'intero popolo di Gaza imprigionato nel più grande campo di concentramento a cielo aperto della storia. Erdogan ha quindi proclamato anch'egli tre giorni di lutto nazionale ad Ankara per i palestinesi uccisi.

Il NCCCUSA "condanna la risposta sproporzionata delle forze israeliane, che consideriamo un esempio tangibile del fallimento di Israele, degli Stati Uniti e della comunità internazionale nell'affrontare l'ingiustizia dell'occupazione israeliana delle terre palestinesi e nella capacità di giungere a una soluzione comprendenti i due Stati". "La responsabilità di queste tragiche morti ricade direttamente su Hamas", ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Raj Shah.

Un ferito trasportato d'urgenza
Un ferito trasportato d'urgenza

Il Sudafrica ha deciso di richiamare il proprio ambasciatore da Israele. "Israele sta scatenando un terrorismo di stato". Sembra che chiunque possa essere ucciso o ferito -donne, bambini, giornalisti, personale di intervento- se si avvicina a più di 700 metri dalla recinzione. Human Rights Watch ha inoltre denunciato "il bagno di sangue". Così l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini oggi a Bruxelles. E si preparano a nuove manifestazioni. Secondo Hamas, invece, gli Stati Uniti sono responsabili per tutte le conseguenze provocate dallo spostamento dell'ambasciata a Gerusalemme. Mentre la premier britannica Theresa May ha invitato alla "calma e alla moderazione per evitare azioni distruttive degli sforzi di pace". Da parte sua Israele annuncia che tra le vittime sono stati colpiti almeno 24 terroristi pronti a compiere attacchi.

Gli Stati Uniti hanno anche bloccato al Consiglio di sicurezza dell'ONU l'apertura di un'inchiesta indipendente sulle violenze nella Striscia. Quello che è successo ieri è inaccettabile e inumano. "Hanno lanciato bombe molotov al di là del confine per creare distruzione". Basta rileggere le dichiarazioni che Mahmoud al-Zahar, ministro degli Esteri nel governo islamico nella Striscia e cofondatore di Hamas, per capire come evolverà la situazione nella Striscia: "L'unico modo per onorare gli 'shaid' (i martiri, ndr) - dice ai microfoni dell'Huffpost - caduti per mano del nemico sionista è proseguire la lotta fino a quando la Palestina non sarà liberata".

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