Gentiloni, danni a Italia no Ueburocrati

Bruno Cirelli
Mag 17, 2018

Tra i leader europei circolano "preoccupazioni che io personalmente sento e che coincidono con quelle dei leader europei" in merito "a tre capitoli" relativi alla formazione del governo in Italia, dice il presidente del consiglio Paolo Gentiloni nel corso di un punto stampa a Sofia a margine del vertice Ue-Balcani.

Nell'Ue, ha concluso, "nessuno di noi pensa minimamente di mettere in discussione le relazioni con il nostro principale alleato, gli Stati Uniti" ma sull'Iran "ci sono differenze tra l'Ue e l'amministrazione Usa, che vanno gestite come si gestiscono le differenze tra alleati". Ma c'è una terza possibilità: ovvero, che il capo dello Stato alla fine rinunci al "suo" esecutivo che rischierebbe fortemente di non avere una maggioranza, gettando ancora più nel caos quella guerra per bande che è la politica italiana, e faccia restare Gentiloni e soci a Palazzo Chigi per tutta l'estate e fino all'autunno. "Dietro le quinte" del vertice di Sofia "si è parlato ahinoidel nostro Paese che è al centro dell'attenzione dei leadereuropei. Ma tutto si può fare tranne che buttarlo all'aria perché a pagarne il prezzo sarebbero i cittadini italiani". "L'Italia in questi cinque o sei anni ha recuperatosolidità e credibilità" e "siamo considerati un partnercredibile", aggiunge. Ora io non faccio il sindacalista degli euroburocrati. Secondo Gentiloni oggi gli "scenari sono diversi, ma attenzione perché il patrimonio accumulato non è un patrimonio dei governi succeduti, ma dei cittadini delle imprese".

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