Berlusconi, la procura di Milano non si oppone alla riabilitazione

Bruno Cirelli
Mag 17, 2018

La procura generale di Milano ha deciso di non opporsi alla riabilitazione di Silvio Berlusconi, decisa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano. È quanto trapela dagli uffici di Roberto D'Alfonso. E poi le "informazioni di Polizia e dei Carabinieri", ossia le relazioni delle Questure di Milano e Roma e dei militari di Monza, redatte tra aprile e il 4 maggio scorso, "danno conto di una buona condotta" e non riportano segnalazione negative.

L'ex premier, dunque, aveva diritto ad avere la riabilitazione e i requisiti c'erano.

I magistrati hanno restituito alla Sorveglianza il fascicolo. Anzi, motivano i giudici: "Si richiama l'ormai consolidato e condiviso orientamento della giurisprudenza della Corte Suprema, secondo il quale la mera pendenza di un procedimento penale per fatti successivi a quelli per cui è avvenuta la condannaa cui si riferisce l'istanza, non costituisce di per sè ostacolo all'accoglimento dell'istanza di riabilitazione in ragione della presunzione di non consapevolezza". Sempre in relazione al periodo di valutazione - dalla condanna nel 2013 alla scadenza dei tre anni che la legge prevede debbano trascorrere dall'espiazione della pena - "emerge la sussistenza di carichi pendenti presso le procure della Repubblica di Milano, Roma e Torino", tutti legati al caso Ruby.

Inoltre, nel provvedimento del tribunale, si evidenzia come due denunce presentate per diffamazione e voto di scambio sono state archiviate. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Berlusconi intanto è giunto a Sofia per il vertice del Ppe che precede il summit tra l'Ue e i Balcani occidentali. Non prende parte alla riunione la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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