Gerusalemme, apre l'ambasciata Usa. Netanyahu: è la nostra capitale

Bruno Cirelli
Mag 16, 2018

Esplode la rabbia dei palestinesi nel giorno dell'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme ed è un massacro: oltre 40 morti, fra i quali diversi minori, e quasi 2.000 feriti, a metà pomeriggio, mentre divampano violentissimi gli scontri lungo la barriera di confine con Gaza, oscurata da una cortina di fumo di pneumatici bruciati. "Per primi al mondo", ha detto l'ambasciatore David Friedman nel suo intervento di apertura nella cerimonia a Gerusalemme.

Alla cerimonia hanno preso parte la figlia del presidente americano Donald Trump, Ivanka, e il genero, Jared Kushner, oltre al segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, e al vice segretario di Stato, John Sullivan. Il presidente turco ha chiesto al Consiglio di sicurezza di convocare una riunione per discutere sulla situazione in atto in Israele.

"La capitale di Israele è Gerusalemme". "Gli Stati Uniti - ha aggiunto - rimangono pienamente impegnati a facilitare un accordo di pace duraturo". Il capo della Casa Bianca subito dopo ha twittato di nuovo: "Un grande giorno per Israele".

Donald Trump è riuscito - a una prima analisi superficiale - a trasformare una scelta giusta in un gigantesco errore. "Grazie per aver avuto il coraggio di mantenere la promessa", ha aggiunto rivolgendosi alla delegazione Usa e al presidente Trump. Ricordate questo momento, questa è storia.

Kushner, cui pure va il merito di aver pronunciato la parola "palestinesi" (cosa che Netanyahu non ha fatto preferendo auspicare per il suo paese un futuro migliore "con tutti i vicini arabi") ha voluto ribadire che il riconoscimento non avrebbe alterato lo status quo di Gerusalemme, santuario aperto alle tre grandi religioni monoteiste, chiamate a coesistere all' insegna della libertà di culto e del diritto di espressione.

L'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme - per ora si trasferisce soltanto l'ambasciatore, David Friedman, con quattro persone del suo staff, per gli altri ci vorrà tempo - sancisce l'alleanza tra gli Stati Uniti e Israele e l'allineamento di Trump con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Hamas ha portato migliaia di manifestanti nei pressi dei reticolati e ha diffuso volantini con le mappe dei villaggi israeliani di confine con l'obiettivo, denuncia Israele che parla di "operazione terroristica", di aprire brecce nei recinti e infiltrare i dimostranti in territorio ebraico.

Arriva la condanna da parte del ministro degli esteri egiziano, il quale "ha espresso la propria forte condanna degli attacchi compiuti dalle forze di occupazione israeliane contro civili palestinesi disarmati causando finora 37 martiri e più di 1.600 feriti". " Il Cairo inoltre esprime il proprio "rifiuto categorico dell'uso della forza contro manifestanti pacifici alla ricerca di diritti giusti e legittimi e mette in guardia dalle ripercussioni negative di questa pericolosa escalation".

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