Cannes, Golino: 'I miei fratelli in cerca di felicita'

Ausiliatrice Cristiano
Mag 16, 2018

Valeria Golino e' al secondo film da regista. E' al festival di Cannes con un film potente, Euforia, che 01 farà uscire in autunno e che potrà incontrare i gusti del pubblico ai quali propone una coppia di protagonisti che funziona a meraviglia: Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea, due fratelli diametralmente opposti per carattere e stile di vita ma che saranno costretti ad incontrarsi forzatamente per i fatti della vita, a coabitare e a scoprirsi, a riconoscersi, ad amarsi come non sapevano di poter fare.

E' passato oggi con successo a Un Certain Regard ma non avrebbe sfigurato nel concorso principale. Al red carpet si e' presentato da solo e saltellando anche Roberto Benigni, che poi in sala e' andato a sostenere la moglie Nicoletta Braschi, che ha un ruolo da protagonista nel film. "Il concetto di quote rosa già mi mette in imbarazzo!" Pero' stiamo vivendo un momento storico importante, ci portera' ad un passo avanti e due indietro, poi un altro avanti, ma e' importante esporsi, battersi - dice guardando la Trinca, che ieri era per Dissenso Comune sul palco delle donne - perche' portera' ad una evoluzione. Quando ho deciso di fare "Euforia" non pensavo che questo era il motivo che mi portava a farlo, non è una cosa ragionata, non è una cosa tematica. "Lo dico senza nessuna finta umiltà, volevo tornare in Un Certain Regard perché credo che sia la sezione giusta per questo film, poi certo se Frémaux mi avesse offerto il concorso non gli avremmo detto di no", risponde la regista quando le chiedono se non si aspettasse la "convocazione" per gareggiare per la Palma d'Oro. "Non e' un'autobiografia ma certo che filmiamo sempre qualcosa che ci appartiene". Uno è Matteo (Riccardo Scamarcio), giovane imprenditore di successo, affascinante, dinamico e spregiudicato. Per curarsi va ad abitare dal fratello, i due si soffiano come due gatti ma e' solo questione di tempo.

Storia che Scamarcio e Mastandrea sono stati chiamati ad interpretare: "Tutto era in scrittura, oltre alla sintonia nata sul set che ci ha permesso di aggiungere delle cose. Ettore è un personaggio-specchio per gli altri, mentre Matteo è pieno di un'umanità che io riconosco, ma che forse non frequento". Sono due persone all'apparenza lontanissime.

La stessa emotivita' che Riccardo Scamarcio chiama Euforia: "in questo film ci sono tutte persone che si conosco bene anche nella vita".

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