Ungheria: la Open Society di Soros lascia Budapest e va a Berlino

Bruno Cirelli
Mag 15, 2018

È l'ultimo capitolo dello scontro tra il governo di supermaggioranza assoluta del popolare premier sovranista ungherese, Viktor Orbán, contro le Ong umanitarie che assistono i migranti e quindi contro il tycoon americano di origini ebree ungheresi George Soros.

Open Society Foundations, la rete di fondazioni finanziate principalmente dal finanziere George Soros, ha deciso di lasciare l'Ungheria.

"Di fronte a un contesto politico e giuridico sempre più repressivo in Ungheria - ha confermato l'addetto stampa della fondazione - Osf sposta le sue operazioni e il suo personale internazionale con sede a Budapest nella capitale tedesca, Berlino".

"Il governo ungherese ha diffamato e descritto in modo distorto la nostra attività, con tattiche e modi senza precedenti nell´Unione europea", ha affermato stamane Patrick Gaspard, presidente di Open society. "La legislazione, appellandosi alla sicurezza nazionale, bloccherebbe qualsiasi organizzazione dal dare assitenza legale o dal rappresentare i richiedenti asilo o i rifugiati senza il permesso del governo", spiega la Open Society che però assicura di voler continuare a supportare l' "importante lavoro dei gruppi della società civile in Ungheria su temi come le arti e la cultura, la libertà dei media, la trasparenza, l'istruzione e l'assicurazione sanitaria".

Ieri Antal Rogan, ministro nel nuovo governo e altissimo esponente della Fidesz (appunto il partito del premier Orbán), aveva detto che "abbiamo bisogno di una legge sulle Ong e sulle attività di Soros ancora piú dura di quella il cui testo è pressochè pronto", preannunciando dunque ulteriori inasprimenti.

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