Ilva, partite le assemblee: preoccupazione tra i lavoratori

Paterniano Del Favero
Mag 15, 2018

Entro una decina di giorni, in assenza di segnali positivi, si decideranno le forme di mobilitazione che potrebbero portare, appunto, allo sciopero. "Non si può lasciare nessuno per strada e chiediamo che sia ben specificato". "Cosa si fa per non rimanere senza la poltrona di premier o ministro - afferma Bonelli- perché solo il potere è il loro combustibile tutto il resto sono solo parole che cambiano a seconda della convenienza: lo abbiamo visto a Bagheria dove Di Maio ha difeso l'abusivismo edilizio di necessità".

Da rilevare che all'Ilva di Taranto ci sono poco meno di 11mila addetti. In questa giornata intanto l'attenzione si concentra su due fronti: l'intesa, a livello di Governo, tra Cinque Stelle e Lega sull'Ilva - anche questo dossier era sul tavolo della trattativa - e la possibilità di riprendere il confronto azienda-sindacati dopo lo stop del 10 maggio al Mise.

Occupazione - "Le ricadute della proposta di Calenda su Genova - ha scritto la Fiom - sono incompatibili con gli obblighi giuridici e gli impegni sottoscritti dal Governo nazionale e da Regione Liguria, Comune e Autorità Portuale derivanti dall'Accordo di Programma firmato nel 2005, che prevedono continuità di reddito e di livelli occupazionali". Un lavoro preparatorio e preliminare, insomma, per consentire che il negoziato non si blocchi di nuovo nel caso in cui dovesse riprendere. "La Regione è al fianco dei cittadini e dei lavoratori dell'Ilva - afferma Emiliano - perché siano garantiti in via prioritaria la salute delle persone e i posti di lavoro degli operai". "In caso di proclamazione dello sciopero la Regione Puglia sarà al fianco dei lavoratori per impedire i licenziamenti e per garantire la ristrutturazione della fabbrica in modo da consentire la sua decarbonizzazione".

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