Cannes: Lars von Trier torna dopo lo scandalo di 7 anni fa

Ausiliatrice Cristiano
Mag 15, 2018

Ricordiamo ai nostri lettori che l'uscita di The House That Jack Built è attesa negli Usa per quest'autunno. Ovviamente per riuscirci Ron (interpretato nel film da John David Washington, figlio di Denzel) dovette coinvolgere un collega dalla pelle bianca (Adam Driver): il secondo partecipava di persona alle riunioni del Klan, ma era il primo, con telefonate e documenti scritti, a condurre davvero il gioco.

Però, come ormai capita sempre più spesso coi suoi film, non ci si arrabbia nemmeno. "Il solo fatto che esista ancora" ammonisce Spike Lee "è inquietante e dev spingerci a non abbassare la guardia della lotta contro il razzismo". Tutti si aspettavano eccessi irripetibili e provocazioni dal nuovo film di Lars von Trier, bandito anni fa dal Festival di Cannes dopo una conferenza stampa di Melancholia, nel 2011, in cui le aveva sparate grosse (aveva detto che provava simpatia per Hitler nel suo bunker, poi si era incartato nella provocazione e alla fine aveva concluso: "Ok, sono nazista").

A vestire i panni dell'efferato serial killer ci penserà il candidato all'Oscar Matt Dillon, che sarà affiancato da Uma Thurman e Riley Keough, Bruno Ganz, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl, Jeremy Davies, e Ed Speleers. E allora il vero male non è Lars "il sadico" ma chi (critici, giornalisti.) lo pregiudica uscendo a metà del film per spararne a zero.

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