Mattarella, il ricordo di Einaudi è un avvertimento per Lega e M5S

Bruno Cirelli
Mag 13, 2018

Due elementi che esprimevano le convinzioni più profonde dello studioso Einaudi: solo una società libera e robusti contropoteri avrebbero impedito abusi", ha proseguito Mattarella spiegando come Einaudi "appare fortemente segnato dal timore del ritorno di spinte all'autoritarismo, in una dimensione che i commentatori odierni potrebbero riferire alla sconsiderata formula - pur inconsistente e insostenibile - della 'democrazia illiberale'.

"Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario" ha ricordato Mattarella. Il capo dello Stato ha il potere di nominare il presidente del Consiglio, anche non avvalendosi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, ha anche ricordato Mattarella. A seguito di un breve tentativo con Attilio Piccioni, il presidente Einaudi scelse una personalità estranea alle indicazioni dei partiti: il 17 agosto 1953, l'incarico venne conferito a Giuseppe Pella, economista e più volte ministro dei dicasteri economici (quello che oggi chiameremmo un "profilo tecnico"). "Un testo - ha sottolineato Mattarella - che conserva un'incredibile freschezza", sottolineando che "la civiltà europea avrebbe potuto salvarsi dall'autodistruzione soltanto collocandosi nella prospettiva dell'integrazione e perseguendo la via degli Stati Uniti d'Europa". Si è poi spostato nel Palazzo comunale dove oltre ad un numeroso pubblico presente sulla piazza, è stato ricevuto da numerose autorità civili e religiose e dalle festose bandierine tricolore dei bambini delle scuole.

Agenpress - A settant'anni dal giuramento e dall'entrata in carica del Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, il Presidente Sergio Mattarella si è recato a Dogliani, paese dello Statista piemontese. "Era tale l'importanza che Einaudi attribuiva al tema della scelta dei ministri, dal volerne fare oggetto di una nota, nel 1954, in occasione dell'incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari della Dc, dopo le dimissioni del governo Pella". Come non pensare alle perplessità degli economisti che vedono in queste ore a Milano Di Maio e Salvini incrociare sul tavolo di programma giallo-verde due provvedimenti costosissimi come la flat tax e il reddito di cittadinanza? "La sua fu una presidenza tutt'altro che 'notarile'". Ciò nonostante Salvini e Di Maio sembrano essere ad un punto dall'accordo per presentare al Quirinale i nomi del premier e di nuovi ministri entro domenica o lunedì. Custodire "l'osservanza della legge fondamentale della Repubblica". Mattarella ha ben evidenziato i pericoli che si possono correre con il rispolverare il sovranismo nazionalista e con politiche che possano mettere in discussione l'euro. Con la discrezione e la fermezza che lo caratterizzavano diede vita a un dialogo di permanente leale collaborazione istituzionale, proponendo una penetrante "moral suasion" nei rapporti con il governo, a partire dall'esercizio del potere previsto all'art. "135 della Costituzione. La questione porto', nel 1951, in occasione della legge che integra quell'articolo, poi approvata nel 1953, a un aperto contrasto con il governo e si concluse con la piena conferma dei poteri del Presidente stabiliti dalle norme costituzionali".

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