Leucemia in gravidanza, ma guarisce senza chemio: "E' un miracolo"

Barsaba Taglieri
Mag 12, 2018

Una cosa comunque è certa: "Nessuno può immaginare quello che ho provato quando mi hanno detto che avevo la leucemia". Ma come è facile intuire né lei, né il marito Emanuele avevano intenzione di rinunciare a quella splendida creatura che la donna portava in grembo. "Il Policlinico universitario si conferma sempre più come polo di eccellenza sanitaria e come punto di riferimento, non solo per la Sicilia, ma come è dimostrato dalla particolarità di diversi casi che negli ultimi tempi sono stati curati in maniera eccezionale ed innovativa, anche a livello nazionale", ha detto Fabrizio Micari, rettore dell'Università di Palermo. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz - Apps on Google Play] I medici del policlinico di Palermo, però, hanno tentato una terapia alternativa e Marzia Mocera il 23 aprile ha dato alla luce il suo bimbo, Andrea. "Siamo profondamente soddisfatti per questo importantissimo risultato ottenuto con uno straordinario lavoro di ricerca e di assistenza". I medici, dopo le opportune verifiche e un consulto con i colleghi di Ematologia, le hanno diagnosticato la leucemia. "Ai genitori e al nuovo arrivato facciamo i migliori auguri da parte dell'intera Azienda ". Lo ha raccontato Renato Venezia, docente di Ginecologia, che ha spiegato il caso della paziente. È stata sottoposta a stretto monitoraggio ostetrico con controlli ecografici ogni 15 giorni. La gravidanza è andata avanti senza complicanze ostetriche fino alla 35,4 settimana, epoca in cui si è deciso di procedere al taglio cesareo ( la paziente era precesarizzata ) essendo già stata raggiunta un maturità fetale soddisfacente ed essendoci una buona stima del peso fetale. Tuttavia, grazie a una tecnica innovativa, testata per la prima volta in Italia, mamma e figlio si sono potuti salvare.

In questo caso si è dovuto "adattare" la terapia allo stato di gravidanza. Come riporta Repubblica.it, infatti, il trattamento tradizionale prevede l'utilizzo di due farmaci, di cui uno, il triossido di arsenico, è potenzialmente tossico per il feto e può portare all'aborto.

"L'inizio della terapia salvavita, uccidendo rapidamente le cellule leucemiche, ne determina il rilascio di sostanze particolarmente tossiche". In definitiva abbiamo applicato un protocollo di monoterapia chemo-free. "Fortunatamente la paziente ha risposto veramente bene al trattamento, con progressiva normalizzazione dei parametri e risoluzione delle complicanze", hanno spiegato dichiarato recentemente i medici durante una conferenza stampa. "Nel mondo ce ne sono stati quattro-cinque del genere a questa età di gestazione, ma nel 50 per cento non è andata bene".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE