Hannes, la mano robotica tutta italiana sul mercato dal 2019

Paterniano Del Favero
Mag 12, 2018

Hannes è per la precisione una mano protesica di derivazione robotica ed è stata sviluppata dal Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di tecnologia (IIT). Inoltre, la nuova mano robotica, potrà essere installata sul paziente senza necessità di un intervento chirurgico e permetterà di restituire alle persone con amputazione dell'arto gran parte della funzionalità perduta. Il meccanismo alla base del movimento delle dita, della forza e del tipo di presa dipende dal sistema Dag (Dynamic Adaptive Grasp) che conferisce alla mano la capacità di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterne. In questo modo, le persone amputate possono percepire la protesi come una parte di sé e non come un elemento estraneo. Un arto robotico che non necessita di interventi chirurgici. Il nome scelto è Hannes, in onore di Hannes Scmidl che fu il primo direttore tecnico del centro protesi dell'Inail e che nel 1965 aveva costruito la prima mano artificiale controllata da impulsi nervosi trasmessi dai muscoli.

"Pinch grasp, pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni come una penna o un chiodo, power grasp, una presa che consente di spostare oggetti di peso elevato, fino a circa 15 chilogrammi, e lateral grip, per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito". A supportare i dati, per una volta, non sono solo i grafici e le slide, ma una testimonianza diretta, quella di Marco Zambelli (nella foto), paziente del Centro protesi dell'Inail che ha testato per primo la mano robotica. Il sistema comprende anche il polso che può piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendo il movimento rotatorio in entrambe le direzioni.

Migliorie anche nel motore, che in questa protesi è soltanto uno e quindi consente di avere una autonomia maggiore, fino ad un giorno completo. Per garantire il massimo livello di personalizzazione, il Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth e consente di calibrare i suoi parametri di funzionamento in base alle esigenze e alle caratteristiche di chi la indossa. Il dispositivo, che ha ottenuto il marchio Ce come prodotto di classe 1, è stato realizzato in due taglie e in versione destra e sinistra. Un occhio anche all'estetica visto che offrirà diverse soluzioni cosmetiche, con guanti di rivestimento diversi per uomo a donna.

"La mano bionica - assicura Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute - sarà presa in esame dalla Commissione Lea per un rapido inserimento nell'elenco dei dispositivi a carico del Servizio sanitario nazionale".

Ma in cosa differisce Hannes dalle protesi già in circolazione? A questo punto - ha concluso - abbiamo un cammino davanti che volgiamo perseguire. C'è stata poi la splendida stretta di mano di Zambelli con il ministro Poletti con questa nuova protesi. "Il lancio di Hannes - sottolinea Massimo De Felice, presidente dell'Inail - è solo la prima tappa di una collaborazione molto proficua con Itt".

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