Ricerca: ecco Hannes, la mano robot che restituisce 90% funzionalità

Paterniano Del Favero
Mag 10, 2018

Schmidl è stato il primo direttore tecnico del centro protesi dell'Inail e autore nel 1965 della prima manocontrollata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli (mioelettrica). La mano robotica, che senza necessitá di intervento chirurgico permetterá di restituire alle persone con amputazione dell'arto gran parte della funzionalitá perduta, è stata presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta al Parlamentino Inail. Sviluppata in collaborazione fra l'Istituto Italiano di Tecnologia e l'INAIL è tutta italiana e dovrebbe arrivare sul mercato a partire dal 2019 ad un prezzo relativamente contenuto, si parla infatti di 10mila euro, un prezzo che potrebbe sembrare elevato ma che in realtà è circa il 30% più basso rispetto a quello delle più avanzate protesi disponibili sul mercato.

"'Hannes' e' stata progettata affinche' conformazione, peso e qualita' dei movimenti siano quanto piu' possibile equiparabili a quelli di una mano reale- hanno spiegato Rinaldo Sacchetti e Lorenzo De Michieli, del team scientifico Inail-IIT- per far si' che le persone amputate percepiscano la protesi come una parte di se' e non come un elemento estraneo". La sua peculiarità risiede nella parte meccanica, che è unica nel suo genere e conferisce alla mano poliarticolata versatilità e naturalezza nel movimento, elementi che la caratterizzano insieme alla resistenza dei materiali e alla semplicità d'uso.

-Il meccanismo alla base del movimento delle dita, della forza e del tipo di presa dipende dal sistema DAG (acronimo di Dynamic Adaptive Grasp), sempre brevettato dal team IIT-Inail, che conferisce alla mano protesica la capacita' di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterne, perseguendo l'obiettivo di replicare la gestualita' e la funzionalita' dell'arto naturale, utilizzando un singolo motore. Pronta la mano hi-tech che piega le dita e afferra oggetti con un'efficienza quasi uguale a quella di una mano naturale. Le caratteristiche di costruzione del dispositivo consentono alla batteria di coprire un'intera giornata intera di utilizzo.

I principi osservato sono il pinch grasp, la possibilità di afferrare tra pollice e indice oggetti piccoli, power gasp per una presa fino a 15 chilogrammi e lateral grip per gli oggetti sottili. Il dispositivo è stato presentato oggi a Roma, in una conferenza stampa a cui ha preso parte anche Marco Zambelli, il paziente del Centro protesi Inail di Vigoroso di Budrio che ha perso a 16 anni la mano destra a causa di un infortunio sul lavoro e per primo ha testato la nuova protesi. Il sistema comprende anche il polso che può piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendo il movimento rotatorio in entrambe le direzioni. Per garantire il massimo livello di personalizzazione, il Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth e consente di calibrare i suoi parametri di funzionamento in base alle esigenze e alle caratteristiche di chi la indossa.

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