Unicredit, Caius mette in dubbio il capitale

Paterniano Del Favero
Mag 9, 2018

A pesare sulla banca guidata da Jean-Pierre Mustier è la polemica sollevata dal fondo hedge "opportunista", Caius Capital circa la classificazione come Core equity Tier 1 (CeT1) dei "Cashes" (Convertible and subordinated hybrid equity-linked securities), strumenti finanziari emessi nel 2009 per 3 miliardi di euro e convertibili a determinate condizioni entro il 2050. "Il contributo al capitale della Banca delle azioni sottostanti i Cashes non ha un impatto materiale sugli indici patrimoniali di gruppo". Non solo: poiché la remunerazione dei Cashes è collegata all'erogazione di dividendi ordinari, "se si investono soldi in Unicredit, una parte di quel denaro sarà usato per ripagare investitori che hanno messo capitali in precedenza", visto che Unicredit sui Cashes paga un tasso pari all'Euribor più il 4,5% a patto di aver distribuito un dividendo ordinario. "Sono altresi' presenti clausole contrattuali che, in caso di sviluppi regolamentari, consentono di preservare la posizione di capitale di UniCredit anche tramite la conversione automatica degli strumenti sottostanti i Cashes in azioni ordinarie", e' infine scritto.

"Il trattamento regolamentare delle azioni sottostanti i Cashes e' stato presentato al mercato in misura completa e confermato e riesaminato dalle autorita' competenti - spiega il comunicato - Come annunciato a fine 2017, UniCredit ha una solida posizione di capitale con un CET1 ratio al 13,6%". Il trattamento delle azioni sottostanti i Cashes è conforme alla regolamentazione. Peccato che Caius Capital non la pensi così e sostenga che i Cashes di fatto rendono non adatti i titoli Unicredit al calcolo del CeT1, che dunque dovrebbe essere ricalcolato rispetto ai 48,9 miliardi di euro messi a bilancio finora, riducendo di circa due terzi a meno del 5% contro l'8,78% minimo richiesto attualmente alla banca dalla Bce. Le azioni Unicredit alle ore 12,25 segnano -3,3% a 17,2 euro, con il Ftse Mib a sua volta pesante (-2%).

Un analista di un broker italiano fa notare che quando UniCredit ha varato nel 2017 l'aumento di capitale da 13 miliardi, la Bce non ha chiesto alcuna modifica nel modo di computare i cashes dal punto di vista del capitale. Il Ft annota però come una simile mossa possa portare a un esito favorevole per lo stesso fondo Caius, che ha scommesso contro i cashes e quindi vincerebbe la sua puntata.

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