Governo, Di Maio riapre alla Lega: pronto a rinunciare alla premiership

Bruno Cirelli
Mag 9, 2018

A parte il veto a Berlusconi, hanno suscitato polemica le parole sulle possibili tentazioni eversive degli elettori 5 Stelle: "È il rischio del fallimento della democrazia rappresentativa se tutti rispondono picche e non si riesce a fare un governo". Del resto il Capo dello Stato non intende aspettare oltre: procederà autonomamente affidando l'incarico per la formazione del Governo a una personalità "terza", se dai colloqui non emergerà il superamento dello stallo. Consapevolezza acquisita dal Quirinale che in queste ore sta addirittura valutando se sia meglio mandare il Paese al voto in ottobre (con la certezza di andare all'Esercizio provvisorio) o provare le urne a luglio (con la certezza di essere poi accusato di favorire l'astensione). I partiti sono stati invitati nuovamente al Colle in una sola giornata per il terzo giro di consultazioni del presidente della Repubblica, e si spera che sia la volta buona. Non sono riusciti a trovare un'intesa per governare, perché la Lega non vuole abbandonare l'alleanza di centrodestra, ma hanno i numeri per bloccare qualsiasi altro tentativo di formare una maggioranza. Così il leader del M5S Luigi Di Maio all'assemblea congiunta del Movimento. "Ma noi non appoggeremo mai un governo tecnico".

"Abbiamo fatto di tutto per non arrivare a questo punto, se siamo qui è perché c'è stato molto cinismo, e valutazioni legate ai propri partiti e non all'interesse della gente e del Paese".

Alle 12 sarà la volta dei presidenti dei senatori e dei deputati del Partito democratico, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, accompagnati dal segretario reggente e dal presidente del Pd Maurizio Martina e Matteo Orfini. Sembra escluso che conceda al centrodestra di andare a cercare i voti, che sulla carta non ci sono, per un sostegno a un governo Salvini in Parlamento.

"Dobbiamo evitare che gli italiani perdano mesi di tempo, sentendo parlare magari solo di legge elettorale" prosegue Salvini, parlando della necessità di votare presto.

Nel pomeriggio si riprenderà alle 16 con i rappresentanti di Liberi e Uguali, seguiti alle 16.20 dalla delegazione del gruppo parlamentare per le autonomie (Svp-Patt, Uv) del Senato. "Ma se tutti gli altri rimarranno fermi sui loro no, sulle loro posizioni, l'unica via è tornare dagli italiani".

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